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Angelo Colombo: «Da Montella ci aspettavamo ben altro. Gattuso? Scelta più logica»

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L’ex esterno di centrocampo del Milan di Arrigo Sacchi, Angelo Colombo, è stato intervistato quest’oggi dai microfoni di TuttomercatoWeb.com, in seguito all’esonero di Vincenzo Montella. “L’esonero fa parte del gioco: quando non arrivano dei risultati purtroppo la scelta più semplice è quella di cambiare l’allenatore – ha rivelato Colombo -. Non si possono cambiare dieci giocatori, e poi cambiando allenatore si dà una scossa all’ambiente: è nella normalità quando non vengono i risultati. Dispiace per Montella, ma onestamente ci aspettavamo ben altro: la società ha fatto il suo con gli investimenti e i tifosi hanno risposto con la presenza allo stadio. C’era e c’è tanto entusiasmo, ma purtroppo si è legati ai risultati. Bisognava dare più tempo a Montella? In effetti siamo ancora a fine novembre, però Montella era già lì e conosceva l’ambiente: non era un allenatore nuovo. Bisognerebbe fare un’analisi molto accurata e a tutto tondo: io personalmente, piuttosto che cambiare tutta la squadra, avrei preso tre calciatori di altissimo livello in sede di mercato. Loro invece hanno preso più di dieci giocatori nuovi e per questo ci vuole più tempo. La formazione è cambiata tantissimo rispetto all’anno scorso, per nove-dieci undicesimi: le colpe non sono tutte di Montella ovviamente, però è la scelta più semplice in questi casi”.

“Gattuso? È uno che conosce benissimo la società e l’ambiente: allenava la Primavera, oltre che essere stato giocatore del Milan. Penso che anche qui si sia scelta la soluzione più semplice e se vogliamo più logica: inutile cercare altrove. Poi vedremo, se raggiungerà l’obiettivo penso che lo riconfermeraano, altrimenti in estate si penserà a un nuovo corso. L’obbiettivo rimane la Champions? Certo, il Milan ci può credere ancora. Ripeto: siamo un terzo del campionato, manca ancora tanto tempo a fine stagione. Cosa potrà dare Rino? Intanto gli faccio un grande in bocca al lupo. Conoscendolo, se saprà trasmettere ai suoi giocatori la grinta che metteva in campo, potrebbe essere quello a fare la differenza”.

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