Analisi

Finalmente Bonucci! Il capitano e Romagnoli sono una garanzia: ora mancano solo i gol degli attaccanti

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La ‘cura’ Gattuso funziona anche se l’allenatore ha ancora molto su cui lavorare. In questo periodo se ne sta parlando poco ma anche capitan Bonucci ha decisamente voltato registro e ha preso la retroguardia per mano.

Non ci sono dubbi che il cambio di panchina, da Montella a Gattuso, abbia portato – anche se qualcuno, purtroppo, ancorato all’ancien regime ancora non se n’è reso conto o fatica a farlo – qualcosa di nuovo in casa Milan. Sicuramente una ventata di aria nuova ma anche un certo ottimismo di cui prima non se ne vedevano – e neppure annunciavano – i prodromi. Certo, c’è ancora molto da lavorare soprattutto sul fronte offensivo dove sono mancati e mancano tutt’ora, i gol; ma per quanto riguarda il reparto arretrato, invece, molto è stato fatto ed ora, fortunatamente, i frutti si raccolgono copiosi. Infatti i “buchi” che, nella prima fase di campionato, si aprivano come voragini sotto i piedi di capitan Bonucci e soci, si sono, come d’incanto, chiusi e nell’ultimo periodo la difesa rossonera è divenuta una sorta di fortino difficilmente penetrabile. Merito indubbiamente del lavoro certosino e maniacale del tecnico e del suo staff ma molto è da attribuire anche all’intelligenza e alla meticolosità del duo centrale che piano piano, con parsimonia s’è adattato alle nuove direttive impartite loro e sempre più hanno preso confidenza fino a diventare, oggi, un tutt’uno con il resto del reparto e del gruppo.
 
Insomma, il Bonucci colabrodo d’inizio stagione, non solo imbarazzante ma addirittura (quasi) impotente di fronte alle insipienze tattiche proposte dal precedente “collegio tecnico” ha ripreso consapevolezza del proprio status, della propria forza fisica e mentale ritrovando tutte quelle certezze che pareva aver drammaticamente smarrito  Un Bonucci, dunque, rigenerato tornato ai livelli del quinquennio juventino; un direttore d’orchestra saggio e sapiente che ha magistralmente ripreso in mano la bacchetta del comando dando prova di essere quel perno di difesa che abbiamo conosciuto nel corso degli anni. E con lui, naturalmente, pare essersi rianimato e trovato nuovo vigore e baldanza anche il compagno di reparto, quell’Alessio Romagnoli che con Bonucci in ambasce, pareva anch’egli essersi perso. Ora il Milan, ringalluzzito anche dagli ultimi positivi eventi (sia sul piano dei risultato che su quello del gioco) si pone al proscenio lasciandosi alle spalle un passato tormentato e decisamente troppo brutto per essere vero per guardare lontano, oltre un domani che certamente ha ancora tante incognite da decifrare ma con all’orizzonte una timida alba per nulla evanescente. Anzi…
 
Incredibilmente, questo Milan sembra tornato padrone di se stesso, del suo presente e di un futuro che necessariamente gli deve appartenere per censo e blasone. E se dopo aver registrato la retroguardia, ora assai più equilibrata e impermeabile alle vicissitudini del campionato, si dovesse riuscire, a breve, a mettere mano anche al reparto avanzato riducendo al minimo di errori in fase di finalizzazione, ecco che si riaccenderebbero quelle  speranze e quelle ambizioni che hanno solleticato il fine palato del popolo rossonero nel corso dell’estate e che invece sono state troppo presto dismesse e riposte in un cassetto con il prosieguo della stagione. Per capirci servirebbe trovare un Bonucci e un Romagnoli per l’area di rigore avversaria; un duo-bomber che facciano bum-bum ogni volta che capita dalle loro parti un pallone da mettere in rete. Se così fosse, allora – credetemi! – ne vedremo davvero delle belle. E si tornerebbe non solo a sorridere ma anche a sognare…   

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