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Gattuso: «Con Kalinic siamo arrivati in tempo. Cutrone o Silva? Domani vedrete. Suso può riposare»

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Si avvicina SPAL-Milan. Kick-off domani alle ore 15. Ecco il Mister nella consueta conferenza stampa della vigilia.

Il giorno della vigilia è arrivato. SPAL e Milan si affronteranno allo stadio Mazza di Ferrara. Gli uomini di Semplici – confermato a tempo determinato – hanno la necessità di riscattare la pesante sconfitta contro il Cagliari. Il Milan, dall’altra parte, cerca di dare continuità ai risultati positivi iniziati oramai più di un mese fa, nonostante l’amarezza per il pareggio della Dacia Arena. Il tecnico calabrese dovrà fare a meno, fra gli altri, di Nikola Kalinic. Ecco le parole dell’allenatore rossonero per introdurre SPAL-Milan.

La squadra: «Abbiamo dato due giorni liberi, anche perché avremo nove partite in un mese. Abbiamo visto che la squadra è importante che riposi, grazie agli strumenti a cui ci appoggiamo. Ho visto bene i giocatori, più brillanti e meno stanchi. Sono molto soddisfatto degli ultimi 3 allenamenti, ma dobbiamo confermarlo domani. Condizione psico-fisica? Da quando ho preso in mano questa squadra io penso partita dopo partita, senza calcoli. Sto pensando di mettere sempre in campo la migliore squadra, senza calcoli. Sono contento per come vedo i ragazzi per come tengono il campo e per la voglia che ci mettono. In queste settimana avete cavalcato l’onda per le 6 espulsioni. Può essere anche una coincidenza, perché questa squadra è tutto meno che fallosa. Ci siamo cascati, due espulsioni decise con la VAR, Suso e Bonucci e il resto con doppie ammonizioni. Dobbiamo migliorare nelle scelte e vivere le partite con molta più esperienza. I cosiddetti “musi lunghi”?Se non ne sto parlando significa che son contento. I musi lunghi ci saranno sempre in una squadra di calcio ed è giusto che ci siano. Un allenatore deve preoccuparsi quando non ci sono. Ci si deve mettere passione e voglia in tutto quello che si va a proporre. La bravura di un allenatore deve essere anche parlare chiaro, senza prendere in giro. E’ meglio, a volte, non dire nulla, ma essere credibili in tutto quello che si dice».

La SPAL: «La conosco molto perché l’ho incontrata sia in C che in B. E’ una squadra che sa quello che deve fare, ha grande fisicità. Con i 3 difensori e con i due quinti di centrocampo spingono molto, specialmente Lazzari. Non sarà facile per noi, lo stadio è stato riammodernato ed è una Bombonera. Dovremo fare molta attenzione».

L’asse Calhanoglu-Bonaventura: «Prima di Cagliari mi contestavate che quella di sinistra non funzionava e quella di destra sì. E’ normale, ora stanno giocando con continuità, ma penso che sia questione di interpretazione e sincronismi tra di loro, occupare bene gli spazi e capire di andare a coprire linee diverse. Secondo me Rodriguez può fare molto di più, mi aspetto qualcosa in più, perché ce l’ha nelle gambe e nella testa».

Il problema di Kalinic: «Chiamiamola infiammazione, perché abbiamo preferito non rischiarlo, facendolo riposare per 3-4 giorni ed evitando così di perderlo per tantissimo tempo. Ci convive già da 3 settimane. Ora si deve curare, non riesce nemmeno ad allenarsi, perché vogliamo che si sfiammi questo dolore al pube. Secondo me l’abbiamo preso in tempo e non rischiamo di perderlo in tempo. Ci sono Cutrone, André Silva e Borini, che secondo me può fare l’attaccante. Ci dispiace per la mancanza di un giocatore importante, ma non ci piangiamo addosso e guardiamo avanti».

Tiago Dias, alternativa di Suso: «Son giocatori diversi, l’altro è tutta una finta, tante volte si dribbla da solo Tiago. Va via con la velocità, è un motorino. Non ha la qualità di Suso, è più veloce palla al piede. Fa ancora un po’ di casini tatticamente. Deve migliorare tanto, ma il fatto che tante volte si alleni con noi fa capire che ci crediamo. Ne deve ancora mangiare di pasta asciutta per arrivare al livello di Suso. Riposo per lo spagnolo? Ci stiamo pensando, sappiamo che non può fare tutte le partite. Stiamo portando avanti qualche soluzione io e il mio staff, sicuramente, ma non spacchiamoci la testa prima di rompercela».

La corsa Champions: «Le altre rallentano? Sì, ma noi dobbiamo pensare a vincere le nostre partite. Forse non basta giocare da squadra e bene per portare a casa le partite. Ci vuole anche un pizzico di malizia e di fortuna. In questo momento l’obiettivo nostro non è solo la Sampdoria, ma anche l’Atalanta. Oggi non possiamo permetterci di pensare alle altre. Poi vedremo dove arriveremo, il mio obiettivo è riuscire a dare un valore ai giocatori che ho».

Il mese dell’all-in: «Però come si fa l’all-in? Se dobbiamo essere squadra, avere equilibrio non possiamo giocare con il 4-2-4. Oggi si va alla ricerca dell’equilibrio. Nel calcio non si può decidere nulla, anche con la squadra nettamente più scarsa di te rischi di perderla se non la giochi al massimo».

Parole di Mirabelli: «Spero di riuscire a continuare quello che ho cominciato. Il bello del calcio è che perdi due partite e torni ad essere quello che non capisce nulla e che sbaglia tutto. Io non devo levarmi nessuna rivincita con nessuno. Per 20 anni da calciatore ne ho sentite di tutti i colori nei miei confronti. Mi ha sempre dato più forza tutto quello che dicevano su di me. Ho cominciato a fare questo mestiere, perché me lo sentivo dentro. Mi piace aggiornarmi, quando vedo qualcosa di nuovo provarlo e metterlo in pratica. C’è gente che allena da 20 anni e un campionato non l’ha mai vinto. Io ho vinto un campionato dalla C alla B con 1,5 milioni di budget contro squadre che ne avevano 6 di milioni. Poi, se il luogo comune in tutta Italia, è che Gattuso è solo cuore e grinta, non ci posso far nulla. Io posso solo dimostrare le mie qualità con il lavoro».

I miglioramenti dall’inizio: «Non voglio fare l’umile, ma credo che davvero il mio merito sia stato credere fortemente che la squadra doveva alzare l’asticella, lavorando come piace a me. Con grande intensità, con poche pause. La bravura è stata loro, ho visto ragazzi che facevano fatica che stringeva i denti e non mollava nonostante la stanchezza. Se oggi si vede qualche giocatore che sta meglio fisicamente dipende da loro. Io ho proposto determinate cose. Tutta la squadra è migliorata, secondo me. Però diciamo che non mi aspettavo avesse una gamba così importante Hakan. Ha 24 anni, mi piace molto e mi ha sorpreso. Non mi aspettavo un giocatore così completo. Step successivo? Riuscire a vincere le partite. Perché quando si vince si prepara meglio quella successiva. Serve dare continuità di risultati e di gioco e riuscire a recuperare più energie possibili. Non devo sbagliare gli interpreti da mandare in campo».

La fase difensiva: «Ho lavorato su dei concetti e sul lavoro didattico. Una volta alla settimana lavoro con la linea difensiva. Lavoriamo sulle situazioni di gioco e su quello che per noi crediamo possa essere l’aspetto corretto. Quando dico tante volte che questi miglioramenti dipendono dai giocatori è vero, perché serve disponibilità dei giocatori. Mi hanno dato grande disponibilità in questi 2 mesi. E’ meno noioso dell’inizio per loro il lavoro, ora è più situazione e meno didattico rispetto all’inizio».

Su Biglia e Bonucci: «Ma cosa vi aspettavate da Biglia? Da 4-5 settimane percorre 12 km e non sbaglia un pallone. E’ vero che potrebbe dare qualche pallone in più in avanti, ma è un giocatore che sta dando un equilibrio pazzesco. Non si ferma mai, dà ordine al centrocampo. E’ il giocatore dell’anno scorso alla Lazio, non è un giocatore alla Pirlo. Ci metterei la firma ad avere un giocatore così. Bonucci? E’ un campione, un giocatore che negli ultimi 7-8 anni è uno dei migliori nel suo ruolo. Sta giocando da leader e di reparto. Chiunque commette errori su un campo da calcio, ma me li tengo ben stretti».

André Silva: «Vedremo chi giocherà tra lui e Cutrone. André può fare molto di più. E dico così perché lo alleno e vedo quello che è capace di fare. Lui, così come tutti i nostri attaccanti, ha bisogno di trovare il gol. Sta a me, al mio staff e alla società dimostrare fiducia ad André e metterlo in condizione di farlo esprimere al massimo».

 

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