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Gattuso: «Siamo contenti del risultato ma dobbiamo guardare avanti. Partita non semplice»

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Da quando siede Gattuso in panchina, è la prima volta che il Milan vince con quattro gol di scarto. Risultato importante per classifica e morale.

Gennaro Gattuso, dopo lo 0-4 ottenuto dai suoi ragazzi contro la Spal, vuole volare basso e vuole che i suoi ragazzi facciano lo stesso. Ecco le parole dell’allenatore rossonero ai microfoni di Mediaset Premium: «C’è sempre da riprendere i giocatori. Dopo l’1-0 abbiamo sofferto, poi siamo tornati a lavorare meglio. Sapevamo che c’era da soffrire, che ci potevano creare problemi con la velocità di Lazzari. Non è stata una partita facile, nel primo tempo abbiamo sofferto abbastanza. Siamo contenti del risultato ma dobbiamo guardare avanti. In questo momento non è che tutti i nostri problemi sono finiti. Dobbiamo lavorare. Dopo venti minuti abbiamo messo Hakan su Lazzari sacrificandolo. Con una squadra più organizzata, si può assorbire meglio in giocatore così. Oggi per non soffrirlo abbiamo messo un attaccante esterno in fase difensiva. Sappiamo che dobbiamo migliorare, e vediamo dove arriveremo».

Su Cutrone: «Patrick è un ragazzo giovane che ha il veleno e voglia, di giocare e di allenarsi. Dopo commette qualche ingenuità e deve migliorare, deve imparare a giocare con la squadra e a farla salire. Il veleno negli ultimi sedici metri lo ha, è nato con questa caratteristica e ci morirà. Somiglia a Inzaghi, a Massaro. Vive per il gol ma a livello tecnico non ha poca qualità, con l’età che ha deve lavorare e ha grandi margini di miglioramento. È per questo che mi arrabbio con lui, quando gli arriva la palla deve stopparla meglio e perderne il meno possibile».

Sulla valutazione dei giocatori e sul suo calcio: «Non voglio fare l’aziendalista, io li vedo e li alleno. So che sono giocatori che possono dare molto di più, li vedo sul campo. In questo momento non deve mancare mai il lavoro che paga. Non parlo solo di correre ma di capire bene quello che si fa. Il tempo è poco, quando smetti magari capisci che si poteva fare qualcosa in più. A Milanello ci sono tutti i presupposti per lavorare bene, serve credere in quello che si fa. Quando è cominciata la moda dei giocatori senza esperienza in panchina, tutti dicevano che non bastava essere bravi calciatori ma serviva esperienza. Io sono contento di quello che ho fatto ma tanti si dimenticano che due anni fa ho vinto un campionato a Pisa su cui nessuno scommetteva, l’anno scorso 40 punti in B per sette mesi senza presidente, a Creta 25 punti senza presidente per cinque mesi. Io con le mie doti di combattente ho vinto tanto ma ora faccio un altro mestiere. Questo è il quinto anno che alleno, se qualcuno vuole dire le cose al contrario non posso dire nulla. La strada per me è lunga, devo migliorare tanto ma faccio questo mestiere che mi piace. Devo lavorare tanto ma non posso ascoltare tutto quello che dice la gente».

Sul gioco: «I meriti miei sono solo quelli di proporre qualcosa e di avere una squadra che segue quanto proponiamo. Ho la fortuna di avere ragazzi che credono in tutto quello che proponiamo. I meriti sono tutti loro. Se ci fossero stati giocatori con un altro atteggiamento, difficilmente avremmo fatto questi risultati».

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