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Kessie: «Mi piacciono tifosi e progetto del Milan! Devo alzare l’asticella»

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Franck Kessie, intervistato dalla rivista ufficiale del Milan, ha parlato a tutto tondo della sua esperienza in rossonero fin qui senza dimenticare i continui paragoni con Gattuso.

Da acquisto importante a giocatore fondamentale per lo scacchiere prima di Montella e poi di Gattuso, Franck Kessie ha tutto per poter diventare una bandiera del Milan. Il centrocampista ivoriano ha rilasciato una lunga intervista per le pagine del Forza Milan, parlando a tutto tondo sia del suo modo di giocare che del tempo libero, passando per quello che è un pò il tormentone del momento, il paragone con mister Gattuso. Ecco parte dell’intervista ripresa dalle telecamere di Milan TV: «Sento un po’ di stanchezza c’è, ma non conta la stanchezza per me. Io devo crescere ancora e alzare l’asticella. Il momento più difficile per uno che gioca tanto come me è l’inizio, però dopo 20 minuti sono a posto».

Su Milano e su come occupa il tempo libero: «Mi piace Milano, è una bella città. Faccio avanti e indietro da Milano a Milanello. Qualche volta sono stato al Duomo. Poi sto a casa a riposare, perchè devo recuperare bene (sorride, ndr). Nel tempo libero gioco alla Playstation a casa, oppure esco con gli amici a giocare a bowling. Vinco sempre io. Alla play mi metto capitano. Batto punizioni, rigori, faccio tutto io. Scherzo e rido, perchè son tutti seri i miei compagni. Perchè stiamo andando a giocare a calcio, non a fare la guerra. I bersagli preferiti dei miei scherzi sono Kalinic e Zapata perché sono quelli più vicini a me».

Sul momento in cui sale l’emozione, sulla prima volta allo stadio e su quando ha deciso di fare il calciatore professionista: «L’emozione mi sale dopo il riscaldamento, quando faccio gli scalini per scendere in campo mentre la prima volta allo stadio sono andato a vedere Costa D’Avorio contro Guinea: è stata una bella partita con tutto lo stadio pieno. Ho deciso di fare il calciatore professionista quando ho preso il volo per arrivare in Italia e sono arrivato a Bergamo, sono andato a vedere Atalanta-Cagliari allo stadio. E lì mi son detto che avrei dovuto fare per forza questo mestiere. Sono passato dai 27 gradi ai -2/-3, perchè sono arrivato in inverno. Volevo subito tornare indietro (ride, ndr)».

Sulle persone importanti per la sua carriera: «Il mio procuratore George Atangana, che mi ha portato dalla Costa D’Avorio a Bergamo, dove ho firmato con il direttore sportivo, Giovanni Sartori. Poi sono andato a Cesena in prestito e devo ringraziare Rino Foschi e Massimo Drago, che mi ha fatto giocare tanto. Io sono arrivato lì come difensore centrale e l’allenatore mi ha messo subito a centrocampo. Mi diverto di più a giocare a centrocampo, perchè lì sono più vicino alla porta per fare gol. Da dietro è lontano».

Su cosa gli piace del Milan e del paragone con Gattuso: «Mi hanno colpito i tifosi e il progetto, che mi è particolarmente piaciuto. Gattuso è stato un grande campione. Chi più forte tecnicamente tra noi? Penso io (ride, ndr). Il mio idolo, però, è Michael Essien».

 

 

 

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