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UEL, Gattuso: «Non dobbiamo sottovalutare il match, ci serve ancora esperienza. Vincere l’Europa League? Vietato fare calcoli»

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Giorno di vigilia d’Europa League per il Milan. E’ tempo di conferenza stampa. Ecco le parole del tecnico rossonero.

C’è aria di Europa League in casa Milan. I rossoneri – dopo la rifinitura in mattinata a Milanello – sono partiti alla volta di Razgrad. L’avversario sarà il Ludogorets dei brasiliani che avrà dalla loro un’intera città, stando a quanto organizzato dal sindaco con il maxi schermo nella piazza. Il tecnico rossonero – ancora senza l’acciaccato Kalinic – ha tutte le intenzioni di schierare una formazione pressoché uguale alle ultime. Ecco le parole di Mister Gattuso e di Davide Calabria, nella consueta conferenza stampa della vigilia.

MISTER GATTUSO

Sul Ludogorets: «C’è rispetto, perché negli ultimi sei anni ha frequentato l’Europa più del Milan. Quando l’ho studiata, ho visto caratteristiche ben precise con giocatori che, se gli dai campo, sono devastanti. Noi non li sottovalutiamo, perché penso che ci possano mettere in difficoltà. Moti, il difensore centrale? Penso che il Ludogorets sia una squadra, non mi piace parlare dei singoli. Non gli devi lasciare campo. Anche loro ti lasciano campo e se li becchi scoperti, gli puoi far male. La differenza la fanno i tre-quattro giocatori offensivi. Penso che domani possa passare dal 4-2-3-1 al 4-3-3. Il reparto che temo di più è quello d’attacco».

Biglia, già avversario del Ludogorets: «Siamo all’avanguardia e non abbiamo bisogno dei nostri giocatori per analizzare gli avversari. A livello ambientale ci possono dire qualcosa- Real, Liverpool e Lazio hanno fatto grande fatica qui. Costruiscono squadre ben precise che possono mettere in crisi tutti».

Rifinitura a Milanello: «Dopo 5 ore di viaggio sarebbe stato assurdo farla qui. Meglio farla a Milanello. La schiena può risentirne. Oggi la temperatura a Milanello era simile a quella che abbiamo trovato qui».

Turnover: «Penso che in questo momento rischio di non dare fiducia a chi gioca meno, ma non è così. Ora siamo in un buon momento e voglio dare continuità sulle cose positive che stanno toccando con mano. Arriverà il momento anche per gli altri, e lo credo davvero. Il fatto che sto cambiando poco è perché in settimana vedo recuperi veloci e non vedo stanchezza».

Vincere l’Europa League: «E’ assurdo fare calcoli in Europa. Sappiamo chi c’è nei sedicesimi, son tutte squadre forti e attrezzate. Siamo il Milan, negli ultimi 30 anni abbiamo vinto tanto in Europa e abbiamo un peso importante. Perché la maglia va rispettata ed è pesante. Dobbiamo pensare anche a campionato e Coppa Italia. Ora non possiamo fare dei calcoli. Ho giocato per tanti anni al Milan e non abbiamo mai fatto calcoli».

Sarri e l’Europa: «Per me è un grande privilegio giocare in Europa. E’ normale, c’è meno tempo per recuperare, ma è sempre stato così. Ci metterei la firma per fare questo lavoro e giocare ogni tre giorni».

I complimenti: «Io sto vivendo male sta cosa. I complimenti li ho sempre sofferti da giocatore. Come ho sempre detto, io sto vivendo un sogno e mi sta costando tantissima fatica. Ho grande responsabilità addosso e sono orgoglioso di quello che sto facendo. Vedo che i ragazzi credono fortemente in quello che si dice. Non voglio essere un peso per il Milan».

La crescita della squadra: «C’è tanto lavoro, tanti sacrifici. E’ una squadra diversa con una condizione fisica migliore, ma lo dico senza polemica. Con più mentalità. Dal 7 dicembre ad oggi arriviamo meglio, ma sappiamo che non possiamo sbagliare. Anche in campionato e in coppa Italia. La classifica non è ancora bellissima, ma la squadra sa quello che vuole. Chi gioca meno? Con grande onestà, senza parole di circostanza. Facendogli capire che bisogna allenarsi al massimo, senza mollare mai. Gli dico la verità. L’importante è farsi vedere presenti e più vicino a loro rispetto a chi sta giocando da protagonista. Il gioco? Ho visto giocatori che mi hanno sorpreso a livello qualitativo. La cosa che mi affascina è l’età media bassa. Hanno caratteristiche ben precise. Mi hanno facilitato a trovare certe trame, ma mancava esser squadra. Non subire gli avversari, annusare il pericolo. Alla prima difficoltà, prima scomparivamo dal campo. Tutto quello che si sta vedendo è merito loro. Ce l’hanno dentro. Le sei espulsioni non sono un caso, l’esperienza non si compra al supermercato».

Poca esperienza europea: «Ci deve esser sempre la prima volta. Il Ludogorets ha grande esperienza rispetto ai nostri giocatori, ma questo non deve darci nessuna insicurezza. Anzi, deve farci capire che non dobbiamo sottovalutarli».

Una sconfitta?: «Non sono abituato a pensare negativo. Se si perderà, non andremo in depressione. I momenti negativi nel calcio ci sono, ci siamo passati. Spero di non passarci più. Abbiamo preparato la partita bene».

DAVIDE CALABRIA

L’essere favoriti: «Non siamo favoriti, siamo in casa loro e loro sono organizzati. Hanno tante qualità, soprattutto difensivamente. Vogliamo vincere, non sarà facile, ma l’abbiamo preparata bene e siamo fiduciosi».

Il calcio in Ungheria e il Ludogorets: «Il calcio è uguale ovunque, si cresce insieme, sono cose che fanno sempre bene. Sono una squadra, dobbiamo ragionare da squadra. Hanno buone individualità, sono una squadra veloce. Dobbiamo stare attenti e fermarli».

Sul momento: «Dobbiamo pensare partita per partita, non è facile giocare ogni tre giorni, ma se non diamo il 100% andiamo in difficoltà. Pensiamo a domani, a domenica penseremo più avanti. Il mese è difficile, ma siamo qui per l’Europa League e per passare il turno».

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