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Strinic-Milan: l’accordo che costa caro. Solo in Italia succedono queste cose

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Giampaolo sembra intenzionato a non schierare più dall’inizio il terzino croato. Nel resto del mondo non succede.

Come si sa oramai da qualche giorno, Ivan Strinic – attualmente in forza alla Sampdoria – ha trovato un accordo di massima con il Milan per giugno. Il giocatore ha deciso di non rinnovare il contratto e per questo, già da gennaio, poteva mettersi d’accordo con altre squadre. I rossoneri si sono fatti avanti e – nonostante altri club abbiano puntati gli occhi sul giocatore – hanno strappato un sorta di “promessa”.

Stando a quanto filtra dall’ambiente blucerchiato, ci sarebbe una rottura totale con il giocatore. La cosa che ha dell’incredibile, riguarderebbe proprio l’allenatore Giampaolo. In accordo con la società sarebbe stata presa la decisione di non schierare più Strinic dall’inizio. Tralasciando che, in quanto professionisti, i giocatori sono pagati (è il loro lavoro, ndr) per dare il massimo in ogni circostanza, il problema sta alla base. Nel calcio italiano c’è sempre stata, e sempre ci sarà, questo tipo di legge non scritta totalmente assurda. Un calciatore che non ha intenzione di rinnovare e che si è già messo d’accordo con altre squadre, al 99% non giocherà più. Sarà quindi emarginato e vivrà gli ultimi mesi da separato in casa.

Gli esempi sono eclatanti. Il caso più lampante è quello Donnarumma. In estate era uscita l’ipotesi di un anno in panchina per un presunto accordo Juventus-Raiola-Gigio per la prossima estate. Follia! Mentre all’estero continuano a sfruttare i talenti fino all’ultimo – vedi Sanchez all’Arsenal, Aubameyang al Borussia Dortmund o Can al Liverpool, i casi più recenti – in Italia, no. Noi abbiamo questa sorta di dignità, di valore morale che ci impedisce di far giocare – finendo per rovinare – calciatori che a fine anno andranno altrove.

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