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Milan, altri problemi dalla Cina. Il patrimonio di Yonghong Li all’asta

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Dal continente asiatico tornano nuove ombre sulla figura del presidente rossonero. Questa volta – stando all’inchiesta del Corriere della Sera di Milena Gabanelli e Mario Gerevini – c’è l’accusa di bancarotta.

Sembrava tutto passato. Con i risultati positivi, il buon calcio e la cura Gattuso, il periodo buio sembrava solo un ricordo. Eppure questa mattina – dopo la vittoria con la Sampdoria e con un periodo molto complicato e pieno di difficili impegni – ecco il fulmine a ciel sereno. E’ il Corriere della Sera a lanciare la notizia ed in particolare un’inchiesta di Milena Gabanelli e Mario Gerevini. Le notizie raccolte dal quotidiano avrebbero dell’incredibile; getterebbero nuove ombre sulla figura di Yonghong Li e soprattutto sul tanto ricordato closing.

Yonghong è insolvente! Per i giudici cinese il presidente rossonero non aveva alcun tipo di disponibilità economica al momento dell’acquisizione del Milan. Perciò, ora, le sue azione sarebbe tutte all’asta su TaoBao.

A Shenzhen, Yonghong Li è proprietario di una holding insolvente nei confronti di alcune banche. Queste hanno fatto causa al presidente rossonero ed il tribunale cinese ha deciso che il patrimonio della holding dovesse andare all’asta. Il tutto per risanare questo fantomatico debito. Tutto ciò in pieno closing, proprio quando Li – grazie anche all’aiuto del prestito Elliott – ha versato la cifra monstre di 740 milioni di euro a Finivest. Inoltre la China Securities Regulatory Commission ha aperto un fascicolo riguardante presunti illeciti commesso dalla holding. Ancora una volta, tutto mai uscito per dei mesi.

Ciò che – stando sempre a quanto scritto dal Corriere della Sera – sarebbe successo durante il closing ha dell’incredibile. Yonghong Li – nonostante le regolarità dell’operazione più volte ribadita da Fininvest – avrebbe esibito credenziali di una società sull’orlo del fallimento. Il motivo? Pochi milioni non restituiti alla Jiangsu Bank, che ha poi seguito un percorso giudiziario.

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