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UEL, Gattuso: «Non dobbiamo sottovalutare il match. Problemi societari? I soldi ci sono, siamo tutti tranquilli»

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Le parole del Mister e di Ricardo Rodríguez nella consueta conferenza stampa della vigilia.

E’ già tempo di Europa League in quel di Milanello. La vittoria contro la Sampdoria ha dato entusiasmo in vista del proseguo. Per del doppio scontro romano – domenica c’è la Roma e mercoledì il ritorno di TIM Cup contro la Lazio – bisogna pensare al Ludogorets. Nonostante lo 0-3 maturato in Bulgaria, i ragazzi di Dimitrov hanno intenzione di giocarsi il tutto per tutto. Ecco le parole di Gattuso – accompagnato da Ricardo Rodríguez – nella conferenza stampa della vigilia.

MISTER GATTUSO

La partita contro il Ludogorets: «La prepariamo oggi la partita a livello tecnico-tattico. La preoccupazione più grande è di sottovalutarla. Il mio lavoro sta nel far capire ai ragazzi che non sarà facile, hanno più di un giocatore veloce. Non dobbiamo scherzare con il fuoco, ci possono mettere in difficoltà. In fondo in Europa? In questo momento dobbiamo pensare a domani. In Europa c’è la componente dei sorteggi, dobbiamo essere più fortunati nel prendere squadre meno forti o meno in forma. Adesso pensiamo a questo turno e pensiamo a partita dopo partita. Siamo troppo lontani per pensare al posto Champions che si conquisterebbe vincendo la coppa. Chi gioca meno? Voglio vedere quello che tocco con mano durante la settimana. Voglio lavorare sui concetti che vedo durante la settimana. Oggi ho letto di Forte e Dias, non è vero. Non saranno nemmeno convocati. Dobbiamo rispettare il Ludogorets e mettere ragazzi di esperienza, senza nulla togliere ai giovani».

Il match di andata: «E’ stato un risultato bugiardo, se andiamo ad analizzare la partita. Non è stata una partita ad alta intensità, arrivavamo sempre secondi sul pallone. Nel primo tempo siamo stati sfortunati a sbloccarla prima dell’intervallo. Il Ludogorets poteva anche segnare. Dal centrocampo in su è una squadra molto pericolosa, sa palleggiare e tenere bene il campo. In fase di transizione difensiva soffrono un po’. E’ una squadra che sa giocare a calcio, dobbiamo avere rispetto di loro. Se pensiamo che siamo già qualificati sbagliamo, e lo penso veramente. Da giocatore mi è successo di vincere 3-0 e sapete tutti com’è andata poi a fine gara. Abbiamo tutto da perdere domani».

Voci della società destabilizzano: «No, perché lo stipendio arriva in anticipo. A livello organizzativo il Milan è una macchina perfetta, quando parlo con Fassone e Mirabelli – grazie a Dio – mi dicono che i soldi ci sono. Si tocca con mano tutto quello che dico. Noi dobbiamo solo pensare a fare il nostro lavoro».

Su Rodríguez: «Può fare molto di più, ha forza e tecnica. E’ un giocatore di grandissima esperienza, ha una gran testa. E’ molto umile ed è per questo che non deve aver paura di far fatica. Ha una macchina importante a livello fisico, e lo dicono i numeri, e quando si sente stanco tante volte si accontenta. Può fare molto di più sia tecnicamente che fisicamente».

Scegliere la competizione: «Il problema è che non possiamo sbagliare in nessuna delle tre competizioni. In campionato abbiamo perso tanti punti per strada sia nella gestione precedente sia nella mia. Ero stato anche contestato per la partita di andata per aver fatto poco turnover. Ieri abbiamo fatto fare un lavoro a bassa intensità a qualche giocatore, perché un po’ di stanchezza si sentiva. Le scelte di domani vengono anche per far recuperare qualcuno, perché a qualcuno serve».

Cutrone è stanco: «Ha 20 anni. Sicuramente è differente quando hai quell’età a livello di recupero. Sta giocando tanto, ma ieri non faceva parte di quel gruppo che ha lavorato a parte, anzi. Ha fatto un’ora e 20 a mille all’ora. Sta in buone condizioni».

Gattuso-giocatore sulle vicende societarie: «Ma come fa si in questo momento a parlare di queste cose? Son due i parametri importanti per un calciatore, se a livello societario non arrivano gli stipendi e se c’è disorganizzazione. Qua non c’è nulla di tutto questo. La società parla di possibili premi con il capitano e altri 4-5 giocatori se si raggiungono gli obiettivi. Questo penso sia sinonimo di una società sana. Qualsiasi richiesta ci viene messa a disposizione. Non vedo perché si debba parlare di problemi che non esistono. Noi tocchiamo con mano la situazione societaria».

Su André Silva: «Il pagamento al Porto è arrivato due mesi prima della scadenza e il club portoghese è rimasto sorpreso di questo. Se non ci fossero i soldi come sarebbe possibile questo?. Tante volte bisogna fermarlo, è uno degli ultimi che va via da Milanello. Il valore di André Silva è quello che abbiamo visto nei 20 minuti con la Sampdoria. Bisogna entrare nella testa dell’attaccante, tante volte vivono per il gol e se non arriva il gol vanno in depressione. Sulla voglia che sta mettendo ci siamo, è cambiato tantissimo in questi mesi. Ora deve trovare il gol per sbloccarsi. E’ un giocatore forte e siamo contenti di lui. Siamo molto vicini al ragazzo, non parla tantissimo ma ho capito che tipo di ragazzo è. Ci ho messo un po’ di tempo e ora penso di entrarci nella sua testa e riesco ad interagire molto meglio nell’ultimo mese rispetto all’inizio. Cosa può dimostrare in 20 minuti? Domani gioca per 90 minuti e deve dimostrare quello che sa fare».

Il rinnovo: «Hanno scelto loro me, avrebbero potuto scegliere allenatori con molta più esperienza e importanza di me, visto che avevano le possibilità economiche. Non mi permetterei mai di andare a parlare di rinnovo. E’ vero che sono l’allenatore meno pagato di tutta la Serie A, ma sia io che il mio staff abbiamo un contratto per il prossimo anno. Poi non ho nemmeno un agente che mi segue in questo momento, non è una mia priorità. Ora penso ai risultati. Ho ricevuto troppi complimenti, devo stare con il piede per terra. Sono giovane e ho ancora tanto da imparare, devo migliorare molto. Per questi motivi non mi permetterei mai di andare a parlare di contratto ora».

Le precedenti esperienze: «Perché forse la Serie B e la C sono meno seguite, però prima di venire qua al Milan volevo rimanere io a casa, ma c’era più di una squadra di Serie B che mi aveva chiamato. Poi se leggiamo sui siti o quando la gente scrive – perché penso che tante volte chi sta tutto il giorno a scrivere sul computer non ha niente da fare – va bene, però in questi anni qualcuno che nel mondo del calcio mi apprezzava c’era. Perché se no non ti propongono le panchine. A me siccome non mi manca nulla, questo lavoro lo voglio fare perché mi piace. Se toccavo con mano in questi 4 anni che non ero capace e non sapevo fare nulla, me ne stavo a casa. Abbiamo lavorato in questi anni, a tratti anche bene, e adesso dobbiamo migliorare. E so in quali aspetti, sia io che il mio staff».

Su Locatelli: «Montolivo dopo essere stato uno dei migliori in campo con la Fiorentina è stato 5-6 partite senza giocare e Locatelli nell’ultimo mese ha giocato più di lui. Perché, in questo momento, alterniamo i terzini tantissimo, così come gli attaccanti. A centrocampo, invece, è dove abbiamo toccato meno. E’ un ragazzo forte Manuel, è un 1998, ha grandissime qualità e non deve perdere energie ed entusiasmo. Le energie le deve perdere in campo. Abbiamo bisogno di un Locatelli che riesce a fare tutte e due le fasi. Ha le caratteristiche per saperlo fare. E’ molto tecnico, ma deve sfruttare anche la sua fisicità. Vorrei vederlo più avvelenato. Non si deve accontentare, ha tutto per fare il giocatore ad altissimo livello».

RICARDO RODRIGUEZ

Il momento: «Stiamo facendo bene, giocando ad un buon livello e continuando a vincere. Dobbiamo andare avanti così e vorrei giocare sempre. Ora dobbiamo stare con i piedi a terra e lavorare, pensando gara dopo gara. Ludogorets? Sono veloci. Lo sappiamo e dobbiamo anticiparli, rendendo loro la vita difficile. Serve essere concentrati per 95 minuti».

Il rigore contro la Sampdoria: «Ho sbagliato il rigore ma è stato bravo Viviano, gli faccio i miei complimenti. Ma non mi nascondo, il prossimo lo calcio ancora. Il mister mi ha consolato subito ed è stata splendido».

Su Gattuso: «Ha ragione il mister. Chiaro che io possa fare di più, ci provo. Cercherò di continuare a migliorare come vuole lui».

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