Analisi

Il Milan non vuol finire di stupire e punta a traguardi impensabili fino a pochi mesi fa! Gattuso ha una squadra vera

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Beh, adesso spero che qualcuno dei nostri prezzolati e ardimentosi detrattori – gente che scrive, soprattutto sui social, così solo per darsi un tono e per dire “ci sono anch’io” – abbia capito (finalmente) che questo Milan non è affatto una guazzabuglio di idioti che vanno in campo ogniqualvolta ve n’è la necessità semplicemente per dovere (e firma) ma che invece sono una squadra, una squadra vera, un collettivo che intende, a ragione, battersi da pari a pari con gli avversari e (magari) metterli pure a tacere con performance per nulla fini a se stesse. Come è accaduto proprio contro la Sampdoria – ma non solo – dove Bonucci e soci hanno tirato fuori dal cilindro una prestazione assai rispettosa non solo dei canoni di bellezza estetica pedatoria, ma anche di personalità, stile, eleganza nell’incedere e raffinatezza nel gioco come raramente è dato vedere. Peccato che il risultato finale si sia fermato alla sola rete realizzata da Bonaventura (Cutrone, una tantum, non è entrato nello score della gara – almeno per stavolta, comunque, lo perdoniamo ma che non capiti più!) perché un dessert così prelibato e gustoso (si trattava del posticipo serale) avrebbe meritato punteggio decisamente più consistente e confortante ma in particolare consono a ciò che il campo ha evidenziato.
 
Ma non fa nulla. L’importante era mettere il punto esclamativo sulla gara e sulla classifica (raggiunti i blucerchiati al sesto posto) “inchiodando” i ragazzi  di Giampaolo ad un ruolo, quello di comprimari, tutt’altro che conforme ad ambizioni e pretese. Invece è proprio ciò che è accaduto con un Milan dominante in campo e una Samp per lunghi tratti della partita costretta a tamponare le iniziative rossonere che avevano nei due esterni-fantasisti, Suso e Calhanoglu, i punti di forza. Insomma un ottimo Milan che da dieci partite – fra campionato e coppe – è imbattuto e che nelle ultime tre pare aver raggiunto la necessaria solidità difensiva (nessun gol al passivo) per reggere l’urto degli avversari e ribaltare, a sua volta, l’azione d’attacco provando a far male al dirimpettaio di turno. E’ così che il Milan, pian piano e con certosina pazienza, sta provando a risalire una china che, ad un certo punto della stagione, in modo imprevedibile, s’era fatta impervia e inaspettatamente preoccupante. Ora invece pare che quella rossonera sia la squadra (forse) più in forma del campionato, un perfetto connubio fra le tante componenti, un meccanismo oliato a dovere da mister Gattuso e che, soprattutto, non perde mai il gusto di giocare e di divertirsi. 
 
Ma non è solo il campionato a dare soddisfazioni ai rossoneri e ai suoi tifosi che – guarda caso! – sono tornati a riempire San Siro di colore e calore.  Anche l’Europa League regala emozioni. Il passaggio del turno agli ottavi era ormai cosa fatta dopo il successo in Bulgaria contro il Ludogorets ma Gennaro Gattuso e i suoi arzilli giovanotti hanno voluto ancora una volta metterci qualcosa in più per allungare la striscia positiva senza sconfitte. Così, nonostante in campo sia scesa una squadra discretamente rinnovata nell’undici di partenza, i rossoneri hanno finito ancora una volta per aver ragione degli avversari mostrando, se ancora ce ne fosse stato bisogno, una compattezza di squadra e un organico davvero invidiabili.  Insomma, un Milan che non vuol finire di stupire e che intende, senza flessioni di sorta, continuare a inanellare nuovi e ancor più prestigiosi traguardi. Dunque, adesso, sotto con la Roma prima e Inter nel Derby in rapida successione con nel mezzo la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio. Senza però dimenticare il cammino nel Continente e quel 16 maggio a Lione data nella quale il Milan non vorrebbe davvero mancare.

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