Editoriale

Milan: ce l’hai fatta, L’Europa League è tua! Ora andiamo in vacanza senza i preliminari

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Presa! L’Europa è ancora lì, per noi. Per il Milan. Ora c’è anche la matematica, diretta o indiretta che sia, poco importa, a darci conforto… L’Europa, per i rossoneri, un marchio di fabbrica imprescindibile, irrinunciabile, inderogabile. Per arrivarci, comunque, la strada è stata lunga, impervia, lastricata di insidie e trappole. Soprattutto nella prima parte di campionato, quella montelliana – chiamiamola così, per comodità – che ha costretto la squadra, una volta cambiato il “manovratore”, a reagire, a lasciarsi alle spalle quei mesi autunnali intrisi di nefandezze tecniche e di orrori tattici e rimettersi in linea di galleggiamento. Ma non è stato semplice… Tutt’altro. Si è dovuto cambiare radicalmente registro, riscrivere un nuovo capitolo della Storia rossonera; abbassare la testa, lavorare, a tratti grugnire ma andare avanti possibilmente senza sbavature o… sbandate rovinose.

Lo si è fatto, nel segno del “gattusismo”, un tratto distintivo di quello che era il vecchio Milan, di quel Milan storico, vincente e convincente. E si è tornati ad essere squadra. Non bellissima, non entusiasmante e che neppure “rubava l’occhio”, ma semplicemente una squadra concreta, determinata e con un gioco in grado di regalare certezze. Tutto questo mettendoci l’anima, gettando il cuore oltre l’ostacolo e facendo fronte comune alle necessità del momento. Insomma, come il motto dei moschettieri… “uno per tutti, tutti per uno”. E come d’incanto si è riavvolto il nastro, si è tornati nuovamente a sorridere guardando la classifica che, piano piano, partita dopo partita, s’accorciava sempre più rispetto alle posizioni sovrastanti con parecchi punti recuperati, quasi azzerati tanto che, ad un certo momento si è pensato addirittura a mettere le mani sul quarto posto, l’ultimo utile per accedere nientemeno che alla Champions League. Un traguardo impensabile per come si erano messe le cose, imbarazzante solo crederci…
Eppure ci siamo riusciti. In Europa, dunque, lo si voglia oppure no, ci siamo anche noi. Alla faccia dei nostri detrattori, delle nostre Cassandre… Non sarà l’Europa che avremmo voluto sia ad inizio stagione che al termine di questa nostra lunga e frenetica rincorsa contro il tempo e le malvolenze dei nostri oppositori-scribacchini da tastiera. Ma tant’è… E’ comunque Europa! L’abbiamo cercata, l’abbiamo voluta, fortemente e convintamente, l’abbiamo trovata e messa sotto chiave. Nessuno ce la potrà togliere. Ma adesso nell’ultima di campionato a San Siro contro la Fiorentina, c’è ancora un tassello, l’ultimo, indispensabile per comporre il puzzle: un successo per entrare direttamente nel Vecchio Continente con le carte in regola senza dover passare sotto la mannaia dei preliminari. Fatto ciò possiamo tranquillamente andarcene in vacanza senza ulteriori problemi. In caso contrario sarà tutto più difficile e complicato e non potremo rilassarci come invece sarebbe logico e necessario.

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