Analisi

Silva-Rodriguez, stagione no ma meritano un’altra possibilità

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Probabilmente, dopo Kalinic, sono stati i due acquisti più deludenti della stagione. Ricardo Rodriguez e Andrè Silva, non hanno sicuramente reso come ci si aspettava. Molti tifosi sono già pronti a chiedere la loro immediata cessione. Ma siamo sicuri che una loro partenza, senza dargli una seconda possibilità, non porterebbe ad avere dei rimpianti?

Kalinic, Rodriguez e Silva. Tra tutti, questi, sono gli acqusti della passata estate ad aver reso meno di tutti. Se infatti col passare del tempo, Leonardo Bonucci ha innalzato notevolmente la qualità delle proprie prestazioni, così come Chalanoglu e Biglia, Borini in qualsiasi ruolo fosse stato utilizzato ha sempre risposto presente, Kessie ha confermato, tra alti e bassi, di essere un ottimo centrocampista e Conti è stato tradito dal proprio ginocchio non potendo mai essere protagonista, questi tre hanno sicuramente deluso. L’attaccante croato è sicuramente stato il peggiore di tutti. Poche le attenuanti per lui che non è più giovanissimo (quindi ha già un buon bagaglio di esperienza) e già conosceva il campionato italiano. la sua è stata, senza tanti giri di parole, una stagione completamente disastrosa. A suo favore si potrebbe dire che il Milan non gioca come la Fiorentina, dove giocavano tutti per lui che era unico ed indiscusso finalizzatore. ma la verità è che Kalinic non è mai stato un vero bomber di razza.  Certo l’annata passata, in campionato aveva segnato il triplo dei gol con la Viola, ma guardando attetamente le statistiche, ha segnato in poche partite. Un paio di triplette più qualche doppietta l’hanno aiutato a raggiungere 15 gol più facilmente. Tra l’altro, il bottino dello scorso campionato, è il suo record di gol in una stagione. Probabilmente, se si cercava una punta da almento 20 reti, il suo acquisto è stato sbagliato a monte. Mirabelli, acclarata l’impossibilità di raggiungere gli altri due obiettivi, Belotti e Aubameyang (loro si bomber puri), ha dovuto far  di necessità virtù e, adottando la “strategia” del piuttosto che niente, meglio piuttosto; ha portato a Milanello l’ex Fiorentina, circondato sin dal primo istante milanese da scetticismo. Il Milan farebbe bene a lasciarlo andare via la prossima estate, pur rischiando di avere una minusvalenza. Sicuramente lascerebbe una casella libere per un nuovo arrivo; e lui stesso troverebbe linfa nuova per riprovare a ripartire. D’altronde, a San Siro, ormai gioca in un ambiente ostile e che non ha più  voglia e tempo di aspettarlo.

Diverso, invece, è il discorso per André Silva e Rodriguez. Il primo, arrivato a Milano con la benedizione di CR7,  non è mai riuscito a mostrare in toto le proprie qualità. Nonostante questo ha messo a segno 10 gol in tutte le competizioni pur avendo, soprattutto in campionato, poche opporunità di partire dal primo minuto. Di certo i tifosi rossoneri si aspettavano un rendimento migliore, se non fosse altro per i 38 milioni di euro versati nelle casse del Porto per assicurarselo. Il portoghese, a sprazzi, ha comunque dimostrato di aver un ottimo bagaglio tecnico, maggiore rispetto ai suoi compagni di reparto ma non è riuscito mai a convincere davvero. Certe volte è sembrato svagato e poco mobile in campo, poco propenso al sacrificio. Questo lo ha penalizzato spesso per le scelte delle formazioni iniziali. Ma Silva merita di rimanere almeno un altro anno in rossonero. Ci sono almeno tre motivi per i quali il numero 9 dovrebbe avere un’altra opportunità. Innanzitutto arriva da un altro campionato e non uno dei top d’Europa. In Portogallo è molto più semplice per gli attaccanti che non hanno a che fare con difensori bravi tatticamente come quelli che ci sono nella nostra Serie A. Non è da sottovalutare anche l’ambientamento in un nuovo Paese, con una nuova lingua da imparare e con dei compagni tutti nuovi. L’inserimento di giocatori stranieri nel campionato italiano è una cosa storicamente complicata e che richiede tempo. Alcune volte serve anche un’intera stagione, potrebbe essere questo il caso. Poi tanti dimenticano l’età di Silva, 23 il prossimo novembre. E’ un ragazzo giovane che ha bisogno di maturare e che sicuramente farà tesoro, nel bene e nel male, di questa prima stagione. D’altronde non si capisce perchè per Donnarumma varrebbe l’alibi età e per Silva no?! Vero è che il portoghese ha 4 anni in più ma arriva, come già detto sopra, da un contesto completamente diverso, il portiere campano, per quanto giovane possa essere e per quanto ancora possa crescere, migliorare ed imparare, fa parte del Milan già da diversi anni. per lui il Milan è casa sua. Infine, Andrè, ha fatto 10 gol stagionali. Due in campionato, decisivi che hanno portato ben sei punti. Otto in EL che, a prescindere dalla forza degli avversari, sono un ottimo bottino. Sembra scontato segnare a certe squadre ma in realtà poi le chiacchiere stanno a zero e la palla bisogna buttarla dentro. E poi se raccomanda Cristiano Ronaldo…

Strana la stagione di Rodriguez. Più di 40 presenze stagionali in tutte le competizioni con anche qualche gol. Prestazioni sempre sul filo della sufficienza che non hanno mai soddisfatto pienamente nessuno, forse nemmeno lui in primis. Eppure Rodriguez è uno dei terzini più forti d’Europa. Lo ha dimostrato sia nei suoi anni in Germania che con la nazionale svizzera, qualificatosi ai prossimi  Mondiali grazie alle sue prestazioni e ai suoi gol. Naturalmente anche per lui era previsto un periodo di ambientamento, anche se veniva da un campionato nettamente più competitivo come la Bundesliga, ma di tempo non ne ha mai avuto perchè ha dovuto sempre giocare per mancaza di un sostituto. I motivi della brutta stagione di Rodriguez, potrebbero essero puramente tattici. Il terzino svizzero sia al Wolsfurg, che con la Svizzera, era abituato ad avere davanti a sè dei mastini, dei recupera-palloni. Centrocampisti che sono molto più bravi a difendere che ad attaccare. Luiz Gustavo in Bundes e Xhaka in maglia elvetica, sono dei fragiflutti perfetti che consentivano a Rodriguez di compiere molte più scorribande offensive, preoccupandosi molto meno della fase difensiva. Al Milan, davanti a lui, giocano Bonaventura e Calhanoglu. Due giocatori che con la fase difensiva c’entrano poco o nulla. Così che Rodriguez deve compiere il doppio delle corse, arrivando ad un certo punto della partita in cui la lucidità viene a mancare. E allora ecco cross sbilenchi, tiri innocui e buchi difensivi. Forse, per il Milan di quest’anno, è stato un lusso giocare sia con Bonaventura che con Chalanoglu e quello che ne ha risentito di più è stato proprio Rodriguez. Le qualità però lo svizzero le ha. Un sinistro dolce ed educato che, in rossonero ha avuto poche occasioni di sfoggiare. Sicuramente in questa prima annata itlaliana ha migliorato diverse cose. Come ad esempio la postura del corpo quando deve difendere. Anche lui è ancora giovane e il suo curriculum parla a suo favore. Le fascie laterali, soprattutto quella sinistra, sono state il tallone d’achille del Milan degli ultimi anni. Ora che in rosa c’è uno dei più forti d’Europa, potrebbe essere deletrio farlo partire in fretta e furia rischiando di avere rimpianti e nuovamente il problema di colmare la lacuna del terzino sinistro. Sicuramente il Mondiale e le vacanze potranno rigenerare Rodriguez che, se recuperasse un po’ di fiducia e , se aiutato tatticamente dal Milan dell’anno prossimo, potrà essere una vera e propria freccia a disposizione dell’arco di Gattuso.

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