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Lago:«Non capisco perchè l’Uefa ha bocciato il Milan»

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La bocciatura dell’Uefa, a quanto pare, non ha sorpreso solo il Milan.

Umberto Lago, in passato presidente ad interim e vicepresidente della Camera investigativa dell’Uefa è rimasto di stucco dinanzi alla decisione adottata dagli organi competenti nei confronti del Milan. Il professore, in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport ha detto: «Premesso che non ho visto le carte e non ho seguito la vicenda, francamente non la capisco. La trovo sorprendente. Fino a quando ci sono stato io, ma mi risulta anche dopo, il settlement non è mai stato negato se non a un club russo che aveva conti inattendibili. Certo, quelli presentati dal Milan hanno registrato alcune variazioni dipese dal mercato e da un business cinese che all’inizio si pensava partisse alla grande e invece ha iniziato molto più lentamente delle attese. Ma il business plan era totalmente in linea con altri visti in precedenza quindi il problema non sta lì, bensì nell’incertezza sul rifinanziamento del debito, che però capisco fino a un certo punto. Se il problema è che il Milan potrebbe cambiare di proprietà, allora non si dovrebbe più fare alcun settlement. Succede che i club cambino proprietà, succede continuamente. Succede che le aziende facciano dei contratti e poi cambi la proprietà dell’azienda: ma questo non vuol dire che quel contratto non sia più valido. Il punto focale è che anticipare oggi tutti gli scenari negativi a cui può andare incontro un club, mi pare eccessivo. Sono cose che ancora si devono avverare e ovviamente non si ha certezza che avvengano. Tra l’altro Elliott, cosa singolare, aveva prodotto una lettera in cui garantiva la continuità del club. Il tema della continuità aziendale a mio avviso non sussiste e il tema del passaggio di proprietà non dovrebbe esistere mai. Probabilmente le garanzie di Elliott non sono state considerate sufficienti perché potrebbe essere un acquirente temporaneo. Ma allora è il solito discorso, si dispone la pena per un fatto che non si è ancora verificato. Un settlement dura diversi anni e un cambio di proprietà ci può stare. Ma la nuova proprietà deve onorare i contratti, altrimenti ne paga le conseguenze. Farle pagare subito mi sembra un po’ strano. Non capisco la logica per cui al Milan non sia stato concesso e in altri casi, anche peggiori del Milan, sì. Occorre equità di trattamento. Che margini di manovra ha il Milan? Fare qualche passo avanti sul rifinanziamento forse potrebbe servire per rasserenare gli animi, ma occorre portare nuovi elementi».

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