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Halilović si presenta: «Grazie ai tifosi, voglio mostrare le mie qualità. Barça? Avevo bisogno di giocare»

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Il talento croato si presenta ai tifosi e alla stampa attraverso la consueta conferenza stampa a Milanello.

Il giocatore è a Milanello oramai da venerdì, quando è arrivato – insieme a Fabio Borini – per iniziare i test atletici. Siamo al secondo giorno di raduno e – dopo il contratto depositato e il comunicato ufficiale sul sito del Milan – è arrivata anche la conferenza di presentazione. Stiamo, ovviamente, parlando del talento croato Alen Halilović che arriva dall’Amburgo a parametro zero. Nella sua carriera anche esperienze con lo Sporting Gijón e con Las Palmas, senza dimenticare la Dinamo Zagabria, squadra che lo ha lanciato. Ecco le parole del nuovo giocatore.

Le prime parole: «Ciao a tutti i tifosi rossoneri, sono molto felice di essere qui, per me è un onore indossare questa maglia e essere in uno dei club più importanti al mondo. E’ uno step importante per la mia carriera, voglio far vedere cosa possa fare a tutti. Sono felice di lavorare con questo staff e con i miei nuovi compagni».

Su Mister Gattuso: «Ho parlato con mister Gattuso ed ho avuto delle buone impressioni, mi ha spiegato tutto. Ha detto che posso parlare con lui sempre e comunque, ma è stata ottima la prima impressione. Avremo tempo per confrontarci di più».

Sulla scelta del 77: «Ho voluto prendere il numero 77 perché il mio numero preferito è il 7. Nikola Kalinic – un altro giocatore croato – ha il 7 e perciò ho scelto questo numero».

Sul confronto con Kevin Prince Boateng: «Vorrei ringraziare Boateng ma anche Alberto Aquilani. Mi hanno parlato della storia del Milan e del club. Mi hanno detto che mi sarei dovuto allenare e impegnare molto».

Il ruolo da interno di centrocampo: «Ho già giocato lì, in Under 21 e in Spagna. Posso giocare centrocampista ma anche esterno; qualsiasi decisione di Gattuso andrà bene e farò del mio meglio».

Qualche anno difficile: «Due anni fa ero molto giovane, a 19 anni ero al Barcellona dove fatichi ad avere chance. La cosa più importante era andare dove avevo la possibilità di giocare. Adesso a 22 anni ho scelto il Milan e per me è un grosso passo avanti. Le difficoltà? Ero giovane, è difficile quando sei giovane e non hai tante possibilità di giocare. Adesso a 22 ho giocato, con più di 90 presenze in uno dei maggiori campionati al mondo, ho pensato fosse il momento giusto per fare uno step ulteriore».

Obiettivo Nazionale: «Adesso penso al Milan, voglio giocare qui. So che se giocherò bene qui, avrò più chances di andare in Nazionale. Ci ho giocato quando avevo 18/19 anni, li conosco, ma farò del mio meglio al Milan per restare e per il bene del club».

I compagni di squadra: «Parlo molto con Simic visto che parla la mia lingua. Tutti i giocatori mi stanno aiutando tanto. Il Capitano (Bonucci, ndr) è un grande giocatore e una grande persona. Sto parlando anche con i giocatori che parlano spagnolo, come Suso e Musacchio. Voglio imparare in fretta l’italiano per capire e per fare nuovi amici».

Il Milan del passato, Boban: «E’ stato un grande giocatore, una persona molto importante per il Milan e per la Croazia. Non ho ancora parlato con lui ma vorrò parlarci. Un altro grande attaccante rossonero che viene dai balcani è Savicevic».

Cosa migliorare: «Credo di poter dare il meglio al centro o a destra. Ho imparato molto alla Dinamo Zagabria, al Barcellona ho avuto modo di giocare con i migliori. Posso ancora migliorare tantissimo, sono ancora molto giovane».

Gli allenamenti di Gattuso: «Sono molto felice di avere un allenatore come lui, è un mister che dà tutto ai suoi giocatori, chiede il 100% anche quando siamo stanchi. E’ una cosa molto più importante per me che sono giovane, ho bisogno di questo».

Su CR7: «E’ un grande giocatore, uno dei migliori della storia. Il mio giocatore preferito è Messi, ma ho un gran rispetto per Rolando. Io mi sono allenato con Messi e l’ho visto in allenamento, è stato sempre il mio idolo e per me è il migliore».

I tifosi: «Voglio ringraziarli, è un onore per me far parte della squadra. Ieri per me è stata una cosa molto speciale. Boateng e Aquilani mi hanno spesso parlato dei tifosi dicendomi che sono speciali. Devo dare il meglio e loro mi proteggeranno, voglio farlo sia a partire dal precampionato e poi durante la stagione».

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