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Esclusiva Daily Milan, Serafini: «Elliott da sempre proprietario, occhio al mercato!»

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In questi giorni frenetici in casa Milan, la redazione di Daily Milan ha voluto fare il punto con uno dei “milanologhi” principali italiani. Abbiamo contattato Luca Serafini, con il quale abbiamo approfondito tutti i punti riguardanti la società di via Aldo Rossi.

Dalla trattativa in extremis intavolata da Mr Li con Rybolovlev (proprietario del Monaco) passando per ciò che ora farà il fondo Elliot, toccando anche il calciomercato e gli obiettivi stagionali. Ecco quanto ha dichiarato il noto giornalista Luca Serafini:

Luca, per il Milan, in circa 15 mesi, si è passati praticamente dall’anno zero all’anno zero. Dalla nuova proprietà cinese ad un’altra nuova proprietà. Noi però volevamo partire dall’ultimo atto, ossia la trattativa (del quale tu sei stato il primo a parlarne) che c’è stata tra Mr Li e Rybolovlev. Come è andata?  Perché è fallita?

«Questa trattativa non è andata a buon fine perché Rybolovlev non voleva intraprendere vie legali come invece si stava prospettando. In questi 15 mesi non ho mai pensato davvero che Li fosse il vero proprietario del Milan. Così come non lo pensavo dell’Inter ai tempi di Thohir. La proprietà rossonera è sempre stata, di fatto, il fondo Elliot. La presenza di Mr Li era una figura per spostare capitali, da parte di non so chi. Ora che questi giri sono finiti, può iniziare la reale cessione del Milan, a qualcuno che abbia delle idee, dei programmi, speriamo delle ambizioni».

Dato che hai questa convinzione che Elliot sia da sempre il proprietario del Milan, presumi che abbia già aperto delle trattative per la cessione. Si parla soprattutto della famiglia Rickett e dei Ross, vedi qualcuno favorito?

«Si, le trattative sono avviate fin dal primo giorno. Non vedo nessun favorito perché é una cosa troppo grossa, con dei personaggi da valutare. Sicuramente le valutazioni economico-finanziarie, purtroppo, prevaricheranno quelle sportive ma io non so dire chi è  meglio dell’altro o chi vincerà. Sicuramente, come scriviamo già da tempo, ogni casella è tornata al suo posto. C’erano due o tre gruppi americani, un russo e un arabo. Adesso i nomi degli americani e del russo li conosciamo, ci manca l’arabo».

Allora credi che davvero una pista araba sia percorribile?

«Le voci sono tante, io queste voci le avevo raccolte all’interno del  Milan e vicino alla Fininvest. Erano voci che arrivavano di cui io scrivo giá da alcuni mesi e non sono l’unico. Non so dire se siano vere o meno, di certo il Milan é un brand d’interesse, un marchio importante. C’é stato uno standby perché bisognava fare i conti a tavolino di quello che é stato spostato, di quello che é rimasto, di quello che rimaneva da pagare. Il vantaggio di tutto questo é che oggi il Milan, inteso come associazione calcio, é un club senza debiti. Quindi il futuro acquirente, una volta risolte le questioni con Elliot e le figure alle sue spalle, potrá procedere tranquillamente all’acquisto».

Per forza di cose, soprattutto per questione di  tempo, il Milan si presenterà al Tas con Elliot come proprietario, questo potrebbe giovare ai rossoneri per la successiva sentenza anche se sappiamo che l’Uefa non vede di buon occhio questi fondi? Credi che il fondo  americano possa rimanere al timone per l’intera stagione?

«Il Tas è un organo giudicante, é neutro. Quasi non è nemmeno un tribunale vero e proprio in quanto non inasprisce le pene. Tutto quello che fa il Tas, al massimo, è  diminuire le pene, se verifica dai carteggi e dal Dipartimento che qualcosa non va, oppure, anche in maniera “pilatesca”, rimanda la pratica al mittente. Il fatto che il fondo non sia visto di buon occhio da parte dell’Uefa, è una posizione chiara e netta esclusivamente di quest’organo ma che non riguarda il Tas. Per il Tas è indifferente, non può sindacare le potenzialità eventuali, deve solo verificare tramite i carteggi che le cose siano a posto e che siano stati rispettati i parametri. Siccome non ci sono stati ne’ paletti al mercato ne’ multe economiche, come molti millantavano, ma semplicemente la squalifica dal campo per una questione puramente ipotetica, non tanto amministrativa (cosa scandalosa), il Tas potrebbe rivedere questa posizione ma pronostici non ne faccio. Ancora meno faccio pronostici sulla seconda domanda. Non mi risulta che ci sia al mondo un fondo che gestisca se non in situazioni particolari e di emergenza. Elliot terrà il Milan fino a quando non riuscirà a rivenderlo. Questo è l’obbiettivo di qualsiasi fondo quando fa un investimento comprare per rivendere».

Uno dei nomi da cui potrebbe partire Elliot potrebbe essere quello di Paolo Maldini che sembrerebbe aver già accetato un ruolo nella nuova dirigenza. Gradisci questo ritorno e credi che possa rimanere anche con la nuova proprietà?

«Anche su questo mi trovo in difficoltà a rispondere. Non ho sentito Paolo (Maldini nrd) perchè non mi sembra il caso. Mio papà diceva che quando tuona da qualche parte piove. Io non so se Maldini tornerà al Milan ma quando una fonte autorevole come “Il Giornale” scrive una notizia di questo tipo, vuol dire che hanno informazioni al riguardo. A me risulta che si stanno prendendo in considerazione anche altri profili come quello di Marco Baldini e di Umberto Gandini l’unica cosa che posso dire sull’eventuale ritorno di Maldini al Milan è che avrebbe un effetto di schiarita per quanto riguarda i tifosi rossoneri. Sia lui che Gattuso sono due garantisti. Nel senso che se ci fosse qualcosa che non va, qualcosa di losco, se ne andrebbero. Se vogliamo essere obiettivi in questo anno e mezzo, al Milan fino a prova contraria non c’è stato nulla di losco. Lo dimostra il fatto che alcun organo istituzionale (che sia la Consob, la Guardia di Finanza, la Procura della Repubblica o che sia quella sportiva) non sia intervenuto per punire questi movimenti di denari derivanti dai cosí detti paradisi fiscali, é evidente che non ci sia nulla di illegale, di losco. Questo lo dico piú o meno anche con ironia ma é evidente che  sono cose che si possono fare, perché in passato qualcuno l’ha fatto e fino  a quando, questo, non verrà considerato un modo di agire fuori legge, si può fare. Non so quali e quante garanzie possano dare a Maldini ma mi auguro per il bene non solo del Milan ma di tutto il calcio italiano che lui accetti. Avere una figura come garantisce che adesso al Milan si tornano a fare le cose come si deve, é un vantaggio per il Milan, é un vantaggio finalmente per tutto il calcio italiano».

Per quanto riguarda il mercato, dobbiamo attenerci alle parole di Mirabelli e quindi aspettarci un mercato a saldo zero?

«Io non credo. Mi riferisco a una battuta di qulche giorno fa, fatta da Fassone ai tifosi in diretta social “Non ci sono mai stati cosí tanti soldi nelle casse della societá come in questo momento”. A me risulta che un budget di alcuni milioni sia disponibile. Ora cosa succede? É vero che l’Uefa non ha messo alcun paletto al mercato e non ha dato alcuna multa peró, rimangono in vigore le regole del Fpf, secondo cui il Milan dovrebbe fare delle plusvalenze pari a 50 milioni. In quest’ottica, l’unico vero pericolo che puó correre il Milan, sarebbe quello di dover passare forzatamente dalla cessuone di uno tra Donnarumma e Suso. Loro sono gli unici due che permetterebbero al Milan di fare tale plusvalenza. A meno che, la nuova proprietà non intervenga in un altro senso».

I tifosi presenti a Milanello im questi primi giorni di ritiro, sono comunque stati vicini alla squadra. Quale stagione si devono sspettare i tifosi milanisti, quale obiettivo?

«Il milanista ė un animale che vive di cuore. Che vive di pancia, é abituato. In Italia diversi club hanno avuto tormenti di diverso genere e il Milan tra retrocessioni, scandali e pasticci di vario genere, é una di queste. Ora il milanista di nuova generazione, che non ricordava alcuni eventi (come Farina, Butitti), ormai da 6/7 anni è purtroppo abituato ad una drammatica mediocrità, ad una mediocre mancanza di trasparenza, di sincerità, di piani, di strategie, di filosofie e di ambizioni. In quest’ottica non ha perso comunque entusiasmo, trasmesso dalle generazioni precedenti. Poche squadre al mondo, dopo uno scandalo, sono state in grado di portare 70.000 spettatori  a vedere una partita di serie B. Il Milan ce l’ha fatta perché, ripeto, il milanista è un animale che vive di cuore e di pancia. Adesso, il tifoso rossonero, avrebbe bisogno, meriterebbe di avere una società credibile, una storia serena, ancor più che di tornare a vincere. Secondo me la rosa del Milan è una buona rosa. Mirabelli ha fatto un buon lavoro, nonostante le tante critiche che gli sono state fatte. La rosa ha delle qualità, dei valori sia umani che tecnici. Alcuni giocatori sono giovani e quindi bisogna avere un po’ di pazienza, qualche veterano può alzare invece il proprio rendimento perché non è stato all’altezza la passata stagione. Comunque se tutti alzassero l’asticella delle proprie prestazioni compresi gli acquisti dell’anno scorso (parlo soprattutto di Rodríguez, Biglia, Kalinic, Andrè Silva), allora si potrebbe cominciare a pensare davvero che, i 39 punti fatti nel girone di ritorno dello scorso campionato, possano essere totalizzati anche nel girone d’andata. In quel caso cominci a ragionare sugli 80 punti. Logico che servono dei rinforzi. Servono delle alternative o dei titolari, come dice lo stesso Gattuso. Serve sicuramente un centravanti, anche se non dobbiamo dimenticare che Cutrone ha segnato una ventina di gol stagionale così come Silva, se sommiamo i gol tra club e nazionale. Ovviamente però tutto va migliorato, l’asticella va alzata».

 

 

 

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