Editoriale

Un povero “Cristo” di nome Gennaro, il miracolo chiamato Milan

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Era il 9 luglio dell’anno 2018, un umile uomo di nome Gennaro Gattuso, artigiano del calcio e dipendente della bottega Milan, si presentò avanti alla platea prestando il fianco ad ogni tipo di trattamento. Alle sempre più incalzanti domande rivoltegli a processo, il buon Rino rispose con naturalezza, disarmante sincerità e una mimica facciale che traspariva ogni sorta di sofferenza. Egli viveva un periodo difficile, perseguitato dalle malelingue e dai Giuda cinesi, gente poco raccomandata pronta ad infliggere il colpo, mascherandolo dietro un mancato pagamento. Non vi era pace per Gennaro, buono per natura e sempre pronto a servire il prossimo. La gente di quei tempi portata all’esasperazione e denigrata in ogni modo, si aggrappò a lui con la speranza che la clemenza del natio di Corigliano Calabro, potesse concedere loro una grazia, non denari, ma opere di bene. Tra i devoti c’era chi gli chiedeva il miracolo sportivo, chi semplicemente voleva rivolgergli un saluto, chi non esitò ad abbracciarlo commosso e chi provò a sfiorarlo con la speranza che l’aura di Gattuso sortisse benefici. Egli acclamato dalla folla, non lesinò promesse e speranze, ma chiese in cambio serenità.

NON GIUDA, MA ELLIOTT Gattuso che i più vedevano come il “salvatore” e che in aramaico antico significa: “L’unico che ti può salvare dai casini made in Cina” era già chiamato ad ardui compiti. Da umile professionista dell’ambito calcistico, Gennaro per la stagione a venire si doveva già far carico di obblighi morali e miracoli vari. In primis, moltiplicare quasi fossero pani e pesci, i gol di un attacco che definire sterile sarebbe stato fargli un complimento e, i punti, atti ad avvicinarsi più possibile al Paradiso. Glielo chiedeva la folla, lo doveva ai suoi seguaci e a quegli allievi rimastigli vicini fino all’ultimo. Non temeva nulla Rino, uomo creato per sfidare la sorte e riscrivere la storia. Era la tarda sera del giorno 10 luglio dell’anno 2018, quando gli si manifestò Elliott, “Dio dei fondi e dei denari”. Gattuso convinto di doversi guardare da Giuda, si trovò invece avanti ad un portatore di pace e serenità. Singer e i suoi adepti, gli si fecero innanzi salutandolo con affetto, garantendogli massimo supporto e piena fiducia. La novella giunse lieta per il natio di Corigliano Calabro, assiduo ricercatore della serenità. Fu da quel momento che iniziò a tutti gli effetti la missione di Gennaro Gattuso, ripagare la fiducia dei suoi estimatori, restituendo loro: credibilità, dignità e un Milan meritevole del suo blasone. Il lavoro si pronosticava arduo, il tempo era poco, ma al riparo dai ladroni, il buon Gennaro sapeva di aver ritrovato quella quiete tanto auspicata. E mentre la Juve acquistava un Cristiano, un “povero Cristo” ritrovava la speranza.

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