Editoriale

Caro Leo: l’orgoglio e la storia! Un Capitano non abbandona mai la nave

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Caro Leo, un Capitano non abbandona mai la nave a meno che non si chiami Sche… ma quello è un altro discorso. Non ti si può certo chiedere di avere il “milanismo” dentro, tu cresciuto nell’Inter e diventato grande con la Juve. I media oggi ti danno partente con destinazione in quasi tutte le capitali europee, dove top-club fa rima con milioni. Gli indizi sono i soliti: un procuratore molto capace – lo stesso che ti portò al Milan in 48 ore -, un ingaggio molto importante – alla portata di pochi – e, le sorti del Milan che oggi non conosciamo ancora. Sei approdato in rossonero per prenderti una rivincita sulla Juventus e per il progetto presentatoti che ti vedeva e vede, leader massimo al centro del gruppo. Hai rifiutato il Manchester City e la Champions League per i preliminari di Europa League, alla guida del Diavolo. Se dovessi lasciare il Milan dovresti almeno motivare la scelta, se fosse per scarsa fiducia nella programmazione stagionale e societaria, metteresti sul “chi va la” anche i tifosi. Questo lo dovresti a chi ti ha accolto come merita un vero fuoriclasse e un numero uno. La fascia di Capitano è stato un riconoscimento alla carriera e al campione, attribuitoti da dirigenza e compagni, gli stessi che oggi – come te – attendono di capire la portata del nuovo corso rossonero. Il tuo silenzio e i tuoi post sui social network palesano la grande serenità e la massima professionalità che ti ha contraddistinto finora, ma i rumors incalzano e i tifosi che leggono, si pongono delle domande. Perché restare al Milan?! Detta da un milanista la risposta lascia il tempo che trova. La storia: un giocatore del tuo calibro merita di entrare nell’albo del club da protagonista e non da comparsata. L’orgoglio: quello di rappresentare per i compagni e i ragazzi più giovani l’esempio da seguire. Il leader che non cede alle lusinghe e all’ego, perché sa di non aver compiuto il suo dovere e di lasciare il tutto a meno della metà. E’ giusto che tu attenda l’esito del verdetto di domani, anche per vedere come evolve la situazione a livello societario. Certo è che lasciare il Milan – rimettendoci la faccia – per approdare in un club della portata del PSG o simile, non rappresenta comunque garanzia di successo a livello internazionale. Buffon ha giocato una scommessa con se stesso e con chi lo ha accompagnato alla porta, sia nella Juve, sia in Nazionale. Tu non hai l’età per giocare la carta della disperazione, puoi tranquillamente aiutare il Diavolo a risollevarsi e lasciarlo poi forte e in salute camminare con le proprie gambe. Oggi discutiamo di rumors e poco più, ma tu pensaci: la storia e l’orgoglio di scriverla, non hanno prezzo.

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