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Milan, Elliott-Fassone, è scontro sulla buonuscita

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Marco Fassone ha lasciato il Milan dopo appena una stagione e di certo non nel migliore dei modi.

La rivoluzione di Elliott, come normale che sia, ha portato con sé strascichi non di poco conto. Con molta probabilità si finirà, infatti, in tribunale. Cosa apparsa ben evidente dopo l’assemblea dei soci, quando cioè Marco Fassone è stato messo alla porta per giusta causa. Come riferito da Carlo Festa, noto giornalista de Il Sole 24 Ore, su suo blog personale, l’ormai ex ad del Milan è pronto a dichiarare guerra a Paul Singer. In ballo 7,5 milioni di euro.

La buonuscita proposta, infatti, da Elliott è stata di 2,5 milioni di euro mentre lo stesso dirigente ne chiedeva almeno 10. Motivo per il quale lo stesso Fassone si è rivolto allo studio legale LabLaw.

Il calcolo della buonuscita richiesta si basa sul fatto che, Fassone nell’Ac Milan era contemporaneamente amministratore delegato (carica per la quale percepiva attorno ai 200mila euro l’anno) e direttore generale (con 900mila euro l’anno) con contratto fino al 2021. Inoltre sembra che tale buonuscita era siglata anche sul contratto. Al contrario Elliott sostiene che tutti questi accordi erano stati pattuiti con Yonghong Li, pertanto non validi.

 

 

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