Editoriale

Andrè Silva e una conferma non meritata

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Se ne sta per andare Andrè Silva, mi spiace, ma non lo piango perché…

Andrè Silva è a poco più di un passo dalla cessione al Siviglia e, come al solito, tifo diviso dalla scelta della dirigenza. Da una parte la fazione di chi non lo avrebbe mai ceduto, perché: “E’ un talento puro e cristallino”, dall’altra, chi parla di fatti e vede un rendimento francamente deludente. Il quesito più semplice è il seguente: “Cos’ha fatto Andrè Silva per meritarsi la conferma nel Milan”? Tra il poco e il niente. L’unità di misura è il poco meglio di Kalinic. Qualche gol – anche importante, ma di 10, solo 2 in serie A -, un nobilissimo tocco di palla, un bel giocatore esteticamente parlando e un bellissimo ragazzo. L’ultimo punto non è una sparata buttata la a caso. Suonano sempre attuali le affermazioni dell’allora procuratore di Tommaso Rocchi che raccontò, come il Milan di Berlusconi bocciò il giocatore, perché esteticamente non bellissimo e, poco influente a livello di merchandising. Ma torniamo a Silva.

Parte dei tifosi rossoneri si indigna per una cessione che pare frettolosa, ma che frettolosa non è.  Higuain è il titolare inamovibile, Cutrone il suo sostituto naturale e Silva(?), la terza ed ultima scelta. Una terza scelta da 38 mln di euro e circa 4 lordi di ingaggio, è un lusso che nemmeno il pluridecorato Real Madrid si concede, figuriamoci il Milan. Se il portoghese è caduto così in basso, non può essere solo colpa dell’allenatore. Montella negli ultimi mesi della sua gestione, ha avuto la stessa credibilità dei fantomatici prodotti atti all’elongazione dell’organo genitale maschile, diciamo che può non aver valutato a dovere Silva. Su Gattuso, non si accettano pareri contrari. Ci si deve fidare di chi lavora tutti i giorni sul campo con i giocatori, due allenatori non possono essere entrambi dei “pirla” riguardo alla gestione e il giudizio su Andrè. Rino la scorsa stagione ha gestito il giocatore in ogni maniera possibile. Gli ha dato fiducia e non è stato ripagato, lo ha spronato pubblicamente e senza mezzi termini, ma non ha raccolto granchè: il problema a questo punto non è il mister. Ci può stare che il ragazzo non sia adeguato alla Serie A, così come potrebbe aver avuto necessità di maggior tempo, ma stando ai fatti, il più delle volte in campo si è visto un giocatore con un piglio tutt’altro che battagliero. I tifosi devono capire che: 1) il Milan vuole rientrare della spesa fatta e non può cedere un giocatore in prestito secco, pregando Dio che faccia il boom in una, due o tre stagioni. Quindi, meglio recuperare il giusto subito, piuttosto che dover aspettare anni sperando di lucrarci qualcosa. 2) Le difficoltà del caso nascono da un prezzo iniziale – quello pagato lo scorso anno -, eccessivamente alto, i rossoneri oggi non possono optare per altri tipi di formule. 3) Il ragazzo ha tecnica, buonissimo tocco di palla, fisicità, ma evidentemente non è totalmente compatibile con il calcio italiano. 4) Come detto da Leonardo, chi resta deve farlo con gioia e voglia, Silva ha già dimostrato di pagare la bagarre per la titolarità e, non poteva essere felice di vedersi dietro ad un fuoriclasse e un giovane con tanto più carattere rispetto a lui. 5) Ci siamo fidati di Yonghong Li, ora è doveroso farlo anche con Leonardo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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