Editoriale

Milan, inizia il countdown di fine mercato ma… qualcosa bolle in pentola

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Novità? Per il momento ancora no, ma stiamo entrando nell’ultima settimana di mercato e qualche sorpresa, magari inaspettata, potrebbe riverberarsi benevolmente dinanzi agli occhi dell’esigente popolo rossonero. Però, i giorni passano, il tempo stringe, l’impazienza cresce. C’è la necessità di mettere a segno un altro paio di colpi in grado di dare concretezza a questa tormentata estate rossonera; Higuain e Caldara hanno indubbiamente acceso gli animi e affascinato la tifoseria ma non bastano a rimettere ordine in un Milan, fino a ieri, sconvolto da irrequietezza e non poca irrazionalità. Ma, a sensazione – e attenzione, sto parlando di “ sensazione”, null’altro, sia chiaro… – c’è qualcosa nell’aria che mi pare stia, giorno dopo giorno, potersi trasformare da virtuale a reale. Qualcosa di impercettibile ma che potrebbe regalare nuove emozioni rimettendo in moto altrettanto entusiasmo come da troppo tempo non capitava di dover assistere.
A settembre – e siamo qui, a due passi -, come annunciato, dovrebbe entrare a far parte di quell’esclusivo “ circolo Milan”, pure un certo Ricardo Kakà, un altro pezzo di Storia rossonera. Perché dico questo? Semplicemente perché, con lui, potrebbe (e il condizionale è, nella circostanza, più che mai d’obbligo) arrivare – anche se con leggero anticipo sui tempi previsti visto che il mercato italiano chiude prima – quella ciliegina sulla torta che, al momento, nessuno ha ancora messo in conto. Insomma, che al Milan torni di moda il samba, il “ calcio bailado”, non sarebbe davvero male… Del resto, di Brasile e dei suoi fantastici interpreti pedatori, ne è passato parecchio nel corso dei lunghissimi annali rossoneri,e allora perché non pensare di rinverdirne la tradizione? Per capirci, dunque, siamo vicini a uno dei classici colpi alla Leonardo. O meglio, per l’occasione, alla Kakà? Oh, sia chiaro, non c’è nulla di male a sognare, ma se Ricky dovesse davvero presentarsi dinanzi a quei tifosi che, sin dal suo arrivo in maglia rossonera, lo hanno avuto sempre nel cuore con un colpo da… mille e una notte, potrebbe, quel vecchio sentimento, riaprire nuovi e ancor più entusiastici fervori.
Il nome? Inutile farne, non ci è concesso e comunque non ne siamo a conoscenza. Ho solo parlato di “sensazione”, di un qualcosa di pruriginoso che mi frulla nel cervello. Ma tornare a rivivere momenti straordinari sperando non siano solo facezie – da Josè Altafini e Dino Sani (gli interpreti principali della prima Coppa del Campioni 1962-63) a Dida, Kakà e Thiago Silva passando per Serginho, Rivaldo, Ronaldinho e molto altro ancora – sarebbe davvero fantastico, il giusto compendio dovuto ad una tradizione secolare e dalla quale anche questo Milan 3.0 non può affatto prescindere. Insomma, torno a ripetere che mi pare ci sia nell’aria qualcosa di frizzantino anche se di non facile interpretazione; un qualcosa di stimolante che lascia presagire qualcosa di unico finora celato. Una sorpresa? Mah, può essere… Cosa ci riserveranno i prossimi sette giorni ancora non è dato sapere, serve attendere con certosina pazienza e non doverci lambiccare il cervello. Se poi ci toccherà stupirci, ci stupiremo, ma senza eccessivi clamori. D’altronde il Milan, ai suoi innamorati e fedeli tifosi (a parte rare eccezioni) ha sempre riservato meraviglie. E dunque perché non crederci anche stavolta?

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