Editoriale

CR7 al Milan e la bolla cinese

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CR7 nel Milan dei cinesi, l’ennesima “illusione” di un bluff durato poco. Soldi ed Europa League, non ci crede nessuno

I mesi di luglio e agosto 2018 passeranno alla storia come quelli della “liberazione”, il Milan ostaggio di Yonghong Li viene riscattato o escosso da Elliott e dalla nuova governance. Un turbinio di emozioni sopite con il gong del calciomercato, ma pronte a riaccendersi già sabato sera. Meno di due mesi per spazzar via un anno di proclami e ombre, di illusioni e disillusioni, rianimate dalle ultime indiscrezioni che in realtà sono datate qualche mese. L’ultima “follia” – rimasta un embrione – di una proprietà ancora oggi sconosciuta ai più, si chiama Cristiano Ronaldo. Sì, il nuovo gioiello della Juve, era nei piani del Milan cinese, mossosi con largo anticipo sulle concorrenti. Prima della fine del campionato, Mirabelli ha avuto un colloquio proprio con CR7 e, visti i buonissimi rapporti con il suo entourage, la cosa sarebbe stata quasi fattibile, ma il quasi è d’obbligo.

E. LEAGUE E GARANZIE Solo pronunciare il nome di CR7 solleva un polverone mediatico, lo abbiamo riscontrato il giorno dell’annuncio da parte della Juve. Il giocatore che forse oggi è il più importante al mondo, prima di accasarsi in bianconero si è seduto al tavolo con Mirabelli e ha vagliato l’ipotesi Milan. I dubbi sorgono istantanei: il portoghese avrebbe accettato l’Europa League? Non lo sapremo mai, diciamo che è poco probabile. Il quesito ancor più grande riguarda i costi dell’affare. Con quali soldi la proprietà cinese avrebbe finanziato l’operazione? Visti i problemi sorti per l’aumento di capitale che ha poi portato alla caduta della “muraglia” asiatica – con conseguente insediamento di Elliott -, pare poco credibile la riuscita di tale colpo. L’inserimento di Donnarumma avrebbe reso l’affare economicamente più abbordabile, ma restiamo nel campo delle ipotesi. L’indiscrezione evidenzia comunque la frattura e le ombre che riguardanti i rapporti tra Fassone e lo staff di Yonghong Li. In più di un’occasione l’ex AD rossonero palesò un certo smarrimento, quando la stampa gli chiese delucidazioni sui vertici societari, un imbarazzo mal celato e dichiarato dall’esplosione della “bolla”. Resta da capire se il giorno dell’incontro con CR7, il Milan giocò a carte scoperte rendendo note le difficoltà societarie e di fatto indirizzando la chiacchierata ad una sorta di aperitivo tra amici o, se sia stato il corso degli eventi – soldi e Champions compresi – a spingere il fuoriclasse portoghese verso Torino.

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