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Il campionato si ferma, per dar spazio alla Nations League. La redazione di Daily Milan prova ad analizzare questo primissimo scorcio di stagione rossonera. Lo abbiamo fatto con una delle “penne” storiche del giornalismo italiano. E’ stato una colonna de “La Stampa” per cui ha scritto per diciotto anni, ha collaborato e collabora tutt’ora con i maggiori quotidiani italiani sportivi e non solo. Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Roberto Beccantini.

Mercato, inizio stagione ma anche tattica e le rivelazioni del prossimo campionato. Questi ed altri sono i temi che la redazione di Daily Milan ha affrontato col noto giornalista Roberto Beccantini:

Tra mercato e le prime due giornate di campionato, che voto dai a questo primissimo scorcio di stagione rossonera?

«In rapporto al calendario, sette».

Seppur breve, la carriera da allenatore di Gattuso é stata complicata fin qui. Da Palermo al suo primo Milan, passando per Pisa e Creta, il tecnico calabrese si è sempre ritrovato in situazioni difficili. Quest’anno parte con una squadra competitiva, mercato condiviso e società solida alle spalle. E’ l’anno della verità anche per Gattuso, questo?
«Un anno importante, certo. Il primo paradossalmente normale in cui Gattuso potrà parlare soprattutto, se non esclusivamente, di calcio. E’ un tipo schietto, Ringhio, in un mondo omertoso e ruffiano. Milanista dentro, già la scorsa stagione come carro attrezzi non aveva fatto male. Adesso ha dietro una società, non più dei proprietari strani, misteriosi, lontani. Tocca (anche) a lui».
Un dei punti deboli del Milan, parrebbe essere la mancanza di un vice-Biglia, sei d’accordo?  Gattuso con chi potrà sopperire all’assenza dell argentino, quando ce ne sarà la necessità, visto che l’altro regista della rosa (Montolivo) sembra essere ormai fuori dal progetto?
 «Proprio perché Biglia non ha un vice naturale e Bonucci è tornato alla Juventus, non abbandonerei Montolivo. In caso contrario, bisognerà ricorrere a un centrocampo muscolare».
Higuain non ha ancora segnato ma é già stato decisivo con l’assist a Cutrone nel match vinto contro la Roma. Quanto l’arrivo del l’argentino ha innalzato il livello tecnico del Diavolo?
«Higuain è un campione, non un fuoriclasse. Un po’ emotivo alla Vettel, si perde nelle finali, ma con gli anni ha allargato il repertorio e da trascinato – come quasi tutti i centravanti – sta diventando trascinatore. Al Milan mancava proprio un “nove” così».
  In futuro vedi un Milan col doppio centravanti?
«Perché no. Dall’inizio o in corso d’opera: ogni alternativa, una volta fissati i confini tattici ed elaborata la personalità del gruppo, può aiutare a crescere».
 In Europa League dove può arrivare il Milan?
«Dipende anche dalle squadre che scenderanno dalla Champions. Ciò premesso, la storia e la rosa mi fanno pensare a un cammino molto lungo».
Chi arriverà, secondo te, nelle prime quattro posizioni in classifica in questo campionato?
«La mia griglia d’agosto era: 1) Juventus, 2) Inter, 3) Roma, 4) Napoli, 5) Milan».
 
 Quale sarà la squadra rivelazione?
«La Fiorentina e il Sassuolo».
 
La redazione di Daily Milan ringrazia la cortese disponibilità di Roberto Beccantini.

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