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Gattuso: «Non diamo continuità alle prestazioni. C’è grande rammarico»

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Non è un Gattuso arrabbiato quello del post-partita tra Milan e Atalanta.

Partita dai due volti per il Milan che è andato due volte in vantaggio contro un’Atalanta mai doma. Partita che, con un pò di cinismo in più, i rossoneri avrebbero potuto portare a casa. Presentatosi ai microfoni di Sky Sport, Gattuso non si mostrato arrabbiato come da lui stesso dichiarato. Ecco le parole dell’allenatore rossonero: «C’è grande rammarico, non sono arrabbiato. La squadra ha due facce. Abbiamo giocato un grandissimo primo tempo ma abbiamo faticato nell’ultima mezz’ora. Succede da quattro giornate a questa parte, non diamo continuità alle prestazioni. Dobbiamo fare di più perchè mancano tantissime partite. Se non si chiudono le partite, diventano dei problemi. L’aspetto da migliorare è questo. Io penso che le distanze sono molto importanti, nel primo tempo abbiamo giocato sui venti metri, nel secondo per stanchezza e paura ci siamo allungati. Un altro aspetto da non sottovalutare è che quando vogliamo giocare in maniera diversa, che ci sta, facciamo fatica quando tiriamo la palla su, prendiamo poche seconde palle. Questo è un altro aspetto da migliorare. Non basta giocare bene, non è sinonimo di vittorie. Manca adesso il durare, duriamo poco, lasciamo per strada trenta/quaranta minuti. L’Atalanta ci ha messo in difficoltà con i cambi. Dobbiamo migliorare questo aspetto, so che giochiamo bene ma non basta. Preferisco giocare meno bene ma fare punti in classifica. Reazione con la squadra? Lo stiamo toccando con mano che facciamo buone prestazioni, dobbiamo dare continuità di gioco e prestazioni. Questo non succede per novanta minuti. L’aspetto migliore è stare in partita per novanta minuti. Sono contento della rosa, non si va alla ricerca di alibi. Questa è una squadra giovane con margini di miglioramento. Non possiamo perderci per strada. Le alternative sono buone, non è un problema dei giocatori in avanti ma è un problema di squadra. Nell’ultima mezz’ora la squadra era irriconoscibile».

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