Editoriale

Milan, ora si che ci siamo! La strada è ancora lunga ma il sentiero intrapreso è quello giusto

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Oh, ora facciamo a capirci: questo Milan non è da scudetto, sia chiaro, ma neppure può essere una squadra che nelle partite precedenti il largo successo di Sassuolo e quello, ultimo, a San Siro col Chievo Verona, aveva clamorosamente “steccato” delle gare nettamente alla sua portata. E poi, sento dire che il Milan è una compagine scarsa, senza nerbo, priva di fantasia… Eh no, non ci sto. E non lo dico adesso dopo il doppio meritatissimo colpaccio in campionato (e quello, importantissimo di Europa League contro i greci dell’Olympiakos),ma questa è una squadra che non ha nulla da invidiare rispetto alle concorrenti d’alta classifica, Juve a parte, naturalmente. Qualcuno, addirittura, dopo la gara di Reggio Emilia s’è permesso di dire, un po’ impropriamente che forse, da quel momento in avanti, sarebbe stato meglio giocare senza un vero e proprio attaccante di ruolo, un bomber d’area di rigore così da non dare punti di riferimento lì davanti ma porre, più generosamente la fantasia e la genialità al potere. Non esageriamo suvvia… Ovvio che un pizzico d’istrioneria, in chiave offensiva, è determinante esattamente così come il goleador di razza, è del tutto indispensabile nei sedici metri avversari.
Insomma, mi pare che quando si parla di Milan, in particolare, si cerchino tutte le scuse per denigrare il comportamento di una società forte nella sua dirigenza e con una proprietà decisamente corposa e solida economicamente che sta cercando, sia pure tra mille difficoltà (ricordiamo che con l’Uefa, la controversia estiva non è ancora terminata) di riportare i rossoneri laddove gli si deve, per blasone e censo, riconoscimento e rispetto. Per non parlare poi del lavoro quotidiano di Gennaro Gattuso e del suo staff che non lasciano mai nulla al caso. Certo, a volte si può, per amore della maglia o per eccesso di zelo (anche) sbagliare, ma se di tanto in tanto non si indovina una formazione o delle sostituzioni in corso d’opera, non mi pare davvero il caso di gettare la croce addosso a nessuno. Invece c’è un continuo proliferare di improperi e uno stillicidio imbarazzante di dubbi e confusione riguardo il gioco, il modulo tattico, questo o quel giocatore fuori ruolo o… non da Milan. Basta, per favore, basta… Smettiamola di prendere a mazzate (metaforicamente, sia chiaro…) i “gioielli di famiglia” e martirizzarci fustigandoci la schiena col cilicio come penitenza corporale. Non ne vale la pena perché – ricordo – che se dovesse andare bene il recupero della prima gara di campionato col Genoa, a fine mese, e di colpo dovessimo trovarci lassù, in buona compagnia, d’accordo, dove manchiamo da tanto, troppo tempo, a giocarci le nostre chance per quell’Europa che ci ha sempre sorriso e gratificato? Allora, ancora avremmo da ridire…
Ovvio, il campionato è appena iniziato e la strada per raggiungere l’obiettivo è ancora lunga e impervia ma se il buongiorno si vede dal mattino… Soprattutto ora che le cose in zona-gol paiono decisamente andare per il meglio e Higuain comincia (bontà sua!) a dialogare con i compagni di reparto e mettere a profitto tutti quei generosi cadeau e quei deliziosi cioccolatini che gli vengono puntualmente confezionati dal duo fantasia rossonero Suso-Calhanoglu. Del resto, 10 gol nelle ultime tre uscite non sono roba di poco conto, o no? Certo, non sarà sempre così, ma la puntualità con la quale il Pipita e compagni stanno andando a rete è un punto fermo di un Milan che comincia a ritrovarsi in tutte le sue componenti. E allora, godiamocelo questo Milan finché è possibile e non continuiamo a stracciarci le vesti se a volte non riusciamo nell’intento di esaltarci e di vivere la nostra fede rossonera a tutto tondo. Intanto ricostruiamo, calcisticamente parlando, il nostro vivere quotidiano poi, ci sarà ancora tempo e modo per rivedere i nostri colori tornare a splendere nel cielo d’Europa mentre gli altri (e non faccio nomi, per carità cristiana) saranno ancora lì a meditare sui loro – inutili – trionfi (tanti, ma non li invidio certo…) all’interno del giardinetto di casa propria.

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