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Ancora molto aperto il dibattito tra Inter e Milan per questione stadio. Le due società sono combattute tra San Siro e la costruzione di un impianto di proprietà. Intanto quello che sarà il futuro ad rossonero sarà affiancato da uno specialista apposito.

«Uno stadio moderno ed efficiente serve per i ricavi. Mi piacerebbe aver preso una decisione definitiva per la fine di quest’anno». Parole chiare e precise quelle di Paolo Scaroni, pronunciate ieri all’uscita da Casa Milan dove si è tenuta l’assemblea dei soci. Il Presidente del Milan ha tutta la volontà di risolvere – in accordo con l’Inter – quella che oramai è diventata una sorta di telenovela stadio. A riguardo, però, non ci saranno ulteriori sviluppi fino a quando – a partire dal 1° dicembre – non si insedierà Iva Gazidis nel ruolo di amministratore delegato. L’ex Arsenal porterà con sé un direttore commerciale e un capo del progetto stadio per cercare di concretizzarsi quanto prima la vicenda stadio.

Sul piatto sono presenti 3 proposte o, per meglio dire, opportunità. La prima, quella più semplice e romantica, è la condivisione dello stadio Giuseppe Meazza con l’Inter. Il tutto continuando però a pagare un affitto al comune di Milano. In questo senso si è mosso preventivamente Paolo Scaroni che vorrebbe firmare in tempi brevi un memorandum of understanding (accordo bilaterale per esprimete una convergenza di interessi) con l’Inter per San Siro. In secondo luogo – per volontà del fondo Elliott – ci sarebbe la speranza di trovare un accordo con la società nerazzurra per la costruzione di un “nuovo San Siro” con i costi divisi. A questa subentra il terzo scenario con la società Milan – supportata ovviamente dalla famiglia Singer – intenzionata a costruire un impianto proprio con totale svincolo dai cugini. In questo caso, però, la struttura non sarebbe pronta prima del 2023-2024.

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