Editoriale

Gattuso non si scusi! I risultati del Milan passano anche dalla sua ‘sete’ di vittoria

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Sicuramente è troppo presto per parlare di svolta anche se è altrettanto vero che contro la Sampdoria servivano i 3 punti e poco importavano gli estetismi.

La vittoria del Milan contro la Sampdoria è anche la vittoria di Rino Gattuso. L’allenatore rossonero dopo il derby è stato al centro di un fortissimo attacco mediatico. Tutti a puntargli il dito contro anche se è ben noto che tutte le sensazioni che ne derivano da una stracittadina sono sempre amplificate. Figuriamoci se si perde e per giunta giocando veramente male.

Dicevamo, la vittoria di Gattuso. Eh si, è doveroso dirlo perché l’allenatore rossonero, un pò come Gigio Donnarumma, è sempre al centro dell’irruenza soprattutto social dei grandi esperti di calcio. Questa volta, però, c’è da dire che a metterne in discussione le capacità oltre che la panchina del tecnico calabrese è stata anche parte degli addetti ai lavori. Donadoni, per qualcuno già era sotto la panchina pronto solo a piazzare un ‘piattone’ al povero Rino. Premesso che tutti gli allenatori – professionisti e non- hanno il futuro tracciato dai risultati, sarebbe stato troppo riduttivo esonerare Gattuso per un derby senza tener conto di tutte le cose positive che ha fatto fino ad oggi. La rivincita, dunque, è servita anche se proprio l’allenatore non vuole sentir queste parole (fa bene).

Doveroso sottolineare che il gruppo segue il proprio allenatore. Quello stesso allenatore che al termine della partita contro la Sampdoria si è scusato per l’atteggiamento avuto nei confronti del quarto uomo, reo di aver eseguito un ordine di Maresca, prolungando l’extra-time di 30 secondi. Se da una parte, Rino Gattuso ha fatto bene a scusarsi, dall’altra con il suo atteggiamento ha dimostrato la sua voglia di vincere a tutti i costi. Voglia palesata anche nel corso della conferenza stampa che ha anticipato il match e sicuramente trasmessa a tutto il gruppo. Quando un allenatore ha questa fame è impossibile che il gruppo non recepisca il messaggio perché la regola si vince o si perde assieme resta sempre valida. Le fortune di un allenatore le fanno anche il gruppo che vive la quotidianità della spogliatoio.

Vorrei solo dire, prima di terminare il mio monologo, che non ho parlato di modulo volutamente, nonostante il chiaro passaggio dal 4-3-3 al 4-4-2. Non vorrei perdermi nell’oceano delle disinformazioni e delle banalità. Mi limito solo a dire che di gol il Milan li ha sempre fatti così come, purtroppo, continua a subirne. Il cambio modulo in tal senso sembra esser servito a poco e mi spiacerebbe essere riduttivo. Una certezza su tutte, comunque, c’è! Io sono con Gattuso.

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