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Higuain va, furia Gattuso: il retroscena. Emergenza contro il Genoa

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Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, prima di lasciare Milanello e andare a Genova, alle 14 ieri Gattuso ha spiazzato i cronisti in sala stampa: «Sono preoccupato». Alla grinta Rino cede il passo al timore di non farcela. È un Milan in emergenza quello che oggi (ore 15 a Marassi) affronterà il Genoa di Prandelli per il primo recupero della 20^ giornata (chiuderanno Juve e Chievo a Torino alle ore 20.30). La qualificazione in Champions è un obiettivo alla portata ma «non bisogna perdere tempo».

Nove in corsa per l’ultimo posto, il quarto, dalla Roma in giù è un pericoloso groviglio dal quale i rossoneri devono defilarsi il prima possibile. È un obiettivo cruciale. Già nelle prossime cinque partite il Milan si gioca moltissimo. Oggi i primi tre punti in chiave Europa Gattuso – dalla tribuna del Ferraris perché dovrà scontare la squalifica di Gedda – dovrà sudarseli senza Bonaventura e Caldara, abbonati ai box, Calabria, Kessie e Romagnoli, squalificati per un turno, Biglia, che «sarà in gruppo tra un paio di settimane», Suso, «tornato disponibile» ma non al massimo e a mezzo servizio e Conti, che «non ha ancora i novanta minuti nelle gambe» e quindi in campo, almeno all’inizio, su quella mattonella giocherà Ignazio Abate.

Tra fine gennaio e febbraio i rossoneri affronteranno nell’ordine Napoli in casa, Roma all’Olimpico, Cagliari a San Siro, Atalanta in trasferta ed Empoli davanti al proprio pubblico. Contando il match di oggi a Genova, in tre delle prossime sei sfide il Milan dovrà misurarsi con avversarie che viaggiano indirizzate sul binario del sogno Champions. Superare le prossime settimane con una buona dose di punti in archivio significherebbe approcciare la fase successiva, con Inter, Juventus e Lazio al varco, in fiducia, col mood giusto, spinti da entusiasmo e ottimismo. E un Piatek fresco e determinato in più, già da domani a Milano per firme e visite mediche.

Gattuso alla vigilia di Genoa-Milan fa l’aziendalista. Nessun commento sul polacco, nessuna parola fuori posto lontano dai confini della formalità. Meglio mantenere la prua a dritta sul match di oggi, anche se in stiva si imbarca acqua bisogna guardare avanti. «Sono preoccupato, è stata la rifinitura peggiore della mia gestione». Il caso Higuain ha destabilizzato l’ambiente ma lo può anche stimolare. Gonzalo ieri, ospite nell’ufficio di Gattuso, ha chiesto all’allenatore di non essere convocato per il breve viaggio in Liguria. Così dicono indiscrezioni di corridoio. Rino non lo ha presa benissimo, l’atteggiamento dell’ex Juve è sembrato immaturo, certamente poco professionale. In conferenza il tecnico, qualche ora dopo, dirà: «Voglio solo persone pronte a livello mentale per venire a “fare la guerra” con noi, Gonzalo non lo è». Senza l’argentino in campo Gattuso non ha mai perso. Questione di equilibri, di atteggiamenti in campo e di ruoli che mutano. O solo di stimoli. Quando la maglia chiama non esistono nomi importanti da inseguire o aspettare. Rino lo sa meglio di chiunque altro. Quando la maglia chiama, esiste solo il Milan.

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