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Gattuso aspetta il Napoli: «È in queste partite che dobbiamo crescere»

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Sotto il sole, invernale, di Milanello spunta RoboCop. Non è l’inizio del film del 1987 diretto da Paul Verhoeven. RoboCop a Milanello parla polacco: è Krzysztof Piatek, numero 19. «Si assomigliano, è un ragazzo di poche parole, non si perde a chiacchiere. Ha voglia di fare, potrà darci una grandissima mano». Lo presenta così Rino Gattuso alla vigilia di Milan-Napoli. RoboCop. Ieri il tecnico non era presente alla conferenza dell’ex Genoa. «Ha grande fisicità, tecnicamente gli piace attaccare la profondità ed è arrivato con entusiamo – aggiunge Rino –. Gli piace la struttura, si è sorpreso dell’accoglienza di tutti». Domani sera a San Siro Piatek potrebbe trovare minuti in campo ma non partirà titolare. Per vederlo dall’inizio bisognerà attendere martedì sera, quando il Milan farà il bis in casa contro gli uomini di Ancelotti in Coppa Italia.

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Torna il Napoli e torna Carletto. Da una parte il condottiero Rino, oggi l’allievo, dall’altra Re Carlo, il maestro che a Milanello, la sua casa per otto stagioni, ha lasciato tanti ricordi quanti trofei conquistati. «Carlo è un marpione. Imitarlo non si può, se ci provi fai solo grandi danni – spiega Gattuso –. Non puoi imitare la sua gestione degli spogliatioi. Uno deve averlo dentro. Lui ha questa dote, entra nella testa dei giocatori. Non si può fare copia incolla, si può copiare qualche accorgimento tattico, ma sulla gestione Carlo è Carlo. Insieme qui ne abbiamo passate tante, a tratti ci comportavamo da padre e figlio, se ho fatto tutto quello che ho fatto tanti meriti sono suoi».

Milan-Napoli (65.000 spettatori attesi sugli spalti, «il nostro pubblico è maturo, con Koulibaly si comporterà bene») è anticipata da tanti temi sui taccuini. Il più importante porta dritto in direzione Champions. «Dobbiamo rimanere attaccati alle posizioni di vertice fino in primavera. C’è la consapevozza di affrontare, domani e martedì, due partite importanti. Sono tutte decisive». L’obiettivo è allontanare dalla mente il brutto primo tempo vissuto a Marassi, che poteva costare caro qualora il Genoa si fosse portato in vantaggio: «Sono stati quarantacinque minuti imbarazzanti, poi nella ripresa siamo venuti fuori ma siamo stati fortunati. È successo anche in Supercoppa con la Juve. Dobbiamo crescere e per farlo abbiamo bisogno di queste partite».

In conferenza spazio anche a Gonzalo Higuain che «ha fatto la sua scelta» e va ringraziato – dice Rino – «per quello che ha dato» anche se «poteva fare qualcosa di più». «Nei momenti di difficoltà sui giornali si parlava sempre di lui – commenta il tecnico –. Ha sofferto questa continua pressione e forse ha toccato con mano che senza il quarto posto rischiava di non venire riscattato». Peso importante in tutta la vicenda l’ha avuta inoltre la sua prestazione contro la Juve a San Siro, con il calcio di rigore sbagliato e l’espulsione. Storia di un amore festeggiato troppo presto ma mai nato veramente. Peccato.

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