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Analisi

La trasferta a Roma, il Napoli in Coppa: Milan, molto adesso

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Il treno rischia di passare solo una volta. Domenica, dalla stazione “Olimpico” di Roma sarà probabilmente diretto in Champions, troverà ancora sedici tappe sul percorso ma potrebbe non tornare indietro. Salirci, per il Milan, sarà fondamentale. Ad attendere i rossoneri, per ora, solo il treno Frecciarossa che sabato pomeriggio li accompagnerà per la seconda volta in stagione nella Capitale. Questo Roma-Milan arriva nel momento più trafficato di fine gennaio e anche il meno adatto a guardare dentro i programmi di Gattuso a Milanello. Arriva dopo una delicata sfida con il Napoli in campionato che ha bruciato energie fisiche e mentali importanti. Arriva, poi, dopo un secondo turno a San Siro contro l’armata di Ancelotti, infrasettimanale, domani (ore 20.45), quarto di Coppa Italia, che obbliga il Milan a mantenere fisse le frequenze sul secondo trofeo nazionale. Una volta la TIM Cup serviva ai rossoneri per far rifiatare le prime linee, oggi non è più così: Gattuso ha i nomi contati, soprattutto in difesa, e cambierà poco rispetto all’undici visto nel weekend. Affogati in questo contesto, in una nuova settimana impegnativa (restare aggrappati alla TIM Cup significherebbe molto per il Milan, finalista due volte nelle ultime tre stagioni) il campionato e la Roma, l’avversario più diretto da superare per tornare nell’Europa che conta, devono necessariamente attendere. Avranno quattro giorni Gattuso e il suo staff per preparare l’insidiosa trasferta romana. I giallorossi sono quinti, per ora, con 34 punti, uno in meno di Romagnoli e compagni.

Il problema è che questo Milan, più determinato e maturo nei novanta minuti contro le avversarie di alta classifica (bene ma in parte da rivedere in Supercoppa con la Juve, continuo, positivo al Meazza contro il Napoli) ha due tasselli di qualità in più che devono ancora incastrarsi al meglio nei meccanismi di gioco e hanno bisogno di tempo. Paquetà soprattutto, a sprazzi brillante in campo ma ancora troppo solista, sufficiente sabato sera al Meazza ma lontano dal giocatore che si attende l’ambiente. Il feeling con Calhanoglu va appuntito, limato nel dettaglio lavorando su movimenti e tempismi che ancora mancano. Più semplice l’inserimento di Piatek, domani sera a San Siro titolare nel tridente offensivo. La punta polacca il nostro calcio ha già avuto modo di conoscerlo nei mesi in Liguria e poi ricopre un ruolo diverso, meno da costruttore, più da finalizzatore, anche se ha dimostrato che l’altruismo fa parte del suo bagaglio di aspirante campione (la spizzata a Musacchio sabato ha regalato al Milan l’occasione da gol più nitida della partita). Per lui, che ha una grandissima voglia di prendersi tutto, integrarsi sembra più semplice. Ma semplice, prendersi la scena e mantenerla, a Milano, non lo è mai. Serve tempo. Il tempo che a Gattuso manca. E proprio sulla linea del tempo, ad alta velocità, il Milan rischia di giocarsi male una chance, ok, forse non così decisiva, ma parecchio invitante.

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