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Analisi

Piatek, wow! Ora però non dimentichiamo Cutrone

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Che indossasse la stoffa del campione lo si era capito fin dal suo esordio a Genova, in rossoblù, e dalla continuità che era poi riuscito a mantenere nelle sue performance dei primi mesi in Serie A. Ma che al debutto a San Siro da titolare, in un big match da dentro o fuori, potesse risultare eccessivamente decisivo in pochi se lo immaginavano. Eppure lui, presentandosi ai suoi nuovi tifosi davanti a telecamere e taccuini, nel primo giorno a Milanello lo aveva detto: «Sono nato pronto». Ieri sera, dopo la doppietta che ha incupito Ancelotti e trascinato Gattuso alla sua seconda semifinale di TIM Cup da quando guida la panchina del Milan, Krzysztof Piatek aveva il volto di chi sa di averla fatta grossa ma al tempo stesso di non aver ancora dimostrato nulla: «È solo l’inizio – ha dichiarato a Milan TV –, mi aspettavo una notte così».

Nel day after i paragoni iniziano a riempire giornali e social network. Diventerà come Shevchenko, farà tanti gol alla Inzaghi, assomiglia molto a Tomasson, ci darà soddisfazioni. «Non so se è nata una stella – ha commentato lui nella fredda serata del Meazza –. Io voglio solo segnare e, ripeto, sto bene e sono pronto. Spero che a Roma faremo ancora meglio». In attesa che anche nella notte dell’Olimpico, domenica, brilli una stella, Gattuso si gode il nuovo che avanza e che ha già fatto dimenticare Higuain: «Oltre alla doppietta che si è inventato, vedere un giocatore affrontare e lottare così contro Koulibaly è qualcosa di incredibile. Non era facile. Complimenti a lui, ma ora bisogna stare tranquilli, lavorare e non dimenticarsi di Cutrone. Patrick è un ragazzo che ci ha dato tantissimo». Parole sante.

L’arrivo di Krzysztof paradossalmente potrà aiutare Cutrone. E non solo perché la concorrenza ora, con una semifinale in più da giocare, aumenta e quando aumenta crescono gli stimoli a far meglio, ma anche perché il senso di responsabilità da oggi verrà ripartito. Meglio di quanto è stato fatto, si è visto, con Higuain in spogliatoio, che è entrato nella sua Era in rossonero con fare troppo abbagliante e poca umiltà. Di fronte a un calendario fitto di impegni importanti e un obiettivo chiaro all’orizzonte – tornare in Champions – a questo Milan serviranno i gol di tutti, i minuti di tutti e l’impegno di tutti. E l’umiltà. Quella che Piatek ha fin da subito offerto al Milan a suon di gol, voglia di lottare e di giocare per sé e per la squadra. Come vuole Gattuso.

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