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Analisi

Scatto per il riscatto: Bakayoko è una priorità

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C’è un nome, lì in mezzo a San Siro, che sposta gli equilibri, per dirla alla Bonucci. Ha un peso specifico che oggi influenza l’economia tattica del nuovo Milan di Gattuso. Così il Milan farà di tutto per tenerselo stretto. Tiemoué Bakayoko da peso, ieri, in termini negativi, oggi è il nuovo idolo del Meazza. Il cambiamento in un girone. Dall’esordio con il Napoli al San Paolo al Napoli a Milano, in cinque mesi il francese ha assorbito i dettami del suo nuovo allenatore alla perfezione, vestito con pazienza il ruolo affidatogli di “muro invalicabile” sui campi di Milanello, poi confermato in partita, e completamente ribaltato le sorti di un’avventura iniziata male. È diventato, nell’undici di Gattuso, un titolare inamovibile, protagonista nei tre di centrocampo.

Sul web spopola un divertente fotomontaggio. Recita: “Il 70% della terra è coperto dall’acqua, il restante 30% da Bakayoko”. Il Milan potrà esercitare in estate il diritto di riscatto sul suo cartellino, di proprietà del Chelsea, investendo 35 milioni di euro in più dei 5 versati nelle casse dei blues per portarlo a Carnago. La scelta è definitiva e i contatti con il club londinese già a buon punto, ripresi a gennaio durante le fasi dell’operazione Higuain. «Restare qui è il mio sogno, il mio pensiero fisso». Anche Tiemoué ha già fatto la sua scelta, svelata ai microfoni di Sky Sport: «Non so se sono un leader – ha detto –, cerco di dare tutto me stesso per la squadra e per i tifosi, faccio il mio 100% perché ho un grande cuore».

Il cuore, di questo Milan, pulsa a buon ritmo in mezzo al campo, lì dove un tempo ormai lontano agiva Rino Gattuso, che oggi a qualche metro di distanza si rivede un po’ in Baka, al suo fianco Pirlo e Kakà (o Seedorf e Rui Costa, a voi la scelta). Qualità e quantità. Con Bakayoko, Kessie e Paqueta il Milan ha ridisegnato oggi, sulla carta, a matita, un centrocampo d’altri tempi. Ora però, un tratto alla volta, va segnato d’inchiostro, colorato, reso vivace. Nella teoria le potenzialità sono enormi. Talento e agonismo sono al servizio della squadra, ma è soprattutto la prospettiva, in termini di età, a far ben sperare Rino e il suo staff. Con 22 anni di età media, il cuore pulsante del Milan è tra i più giovani d’Europa. E sogna l’Europa. Quella dei grandi, degli esperti, dei vincenti. Avanti così, il cuore del Milan, di questo Milan, batterà a lungo.

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