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Preparazione

Gattuso: «Rispettiamo l’Inter, non ci sono favoriti». È il derby dei record

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Nell’aria c’è qualcosa di diverso, di nuovo, che poi da queste parti è qualcosa di già visto, di già respirato. La vigilia del derby è un mix di tensione e serenità. La si legge chiara sui volti dei tifosi, un centinaio sotto un sole estivo, assiepati all’esterno di Milanello ad attendere Leonardo, Maldini e la squadra. Mai come quest’anno. La si sente nella parole di Gattuso in sala stampa, per la partita più importante della stagione oggi in versione quasi sold out: «Ogni derby ha la sua storia. Non pensiamo a quello dell’andata. Sento dire che l’Inter è morta e noi siamo i favoriti. I favoriti nel derby non esistono. Bisogna giocare con cuore e testa e rispettare l’avversario. Mi aspetto una partita di grande intelligenza e voglia».

Sarà un Milan-Inter planetario, un match che numeri in mano è già entrato nella storia. Sono stati superati i 5,7 milioni di euro, San Siro domani sarà tutto esaurito, sarà lo stadio dei record (220 i Paesi collegati, 600 gli operatori dell’informazione accreditati, 75 gli influencer ospiti di Puma): «Il pubblico sarà il nostro dodicesimo uomo. Dobbiamo essere bravi ad affrontare la pressione e quella che ci trasmetterà l’Inter sarà molto alta. All’andata non ci hanno fatto respirare, non ci facevano uscire dal nostro palleggio. Sarà la stessa partita. All’andata non mi era piaciuto l’atteggiamento, ci siamo rifiutati di giocare, domani voglio una squadra con la testa libera. Serve coraggio».

La partita sarà importante ma lo saranno soprattutto le conseguenze del risultato al novantesimo: «Ci giochiamo tanto ma come le altre questa sfida vale tre punti – ha commentato Gattuso –. Mi preoccupa di più quello che questo derby potrà lasciare se le cose per noi non andranno bene. Se riusciremo a fare una buona prestazione questo derby a livello mentale potrà darci qualcosa in più. È la tappa di un percorso, una partita che può servire a tutti, squadra e staff».

La squadra è in ritiro. Biglia alla vigilia è in vantaggio su Paquetà, a centrocampo. In attacco giocheranno Suso, Calhanoglu e Piatek e manca solo un allenamento. Rino però non vuol sentir parlare di singoli: «La differenza dovrà farla il collettivo perché abbiamo bisogno di tutti. Oggi non siamo nelle condizioni di vincere le partite con la prestazione del singolo. Dobbiamo continuare a credere nel nostro obiettivo, a crescere, a tornare in Champions League. Ci sono ancora tante partite e quando si affrontano queste bisogna parlare il meno possibile, anche quando si preparano. Questa settimana non abbiamo alzato la voce. Si sente che c’è un’aria diversa, che c’è nervosismo e di pressione ce n’è già abbastanza. Nel derby bisogna saper controllare bene le emozioni e perdere meno energie prima del fischio d’inizio. Si gioca su questi parametri, sarà bene arrivarci domani con la testa libera».

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