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Controsorpasso Inter, cuore Milan solo nella ripresa

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Gettati al vento cinquanta minuti abbondanti e gettato al vento il derby. Poi la reazione che però non basta. A San Siro, davanti a 77.500 tifosi (record assoluto di incassi, 5,8 milioni di euro), il Milan non riesce a dare una scossa decisiva alla corsa verso la Champions. La legge dei “favoriti che spesso non vincono” ancora una volta lascia il segno indelebile sul verde del Meazza. Piatek non pervenuto, ma servito dai compagni, Suso invece assente ingiustificato. Nerazzurri ora a +2, di nuovo terzi in classifica e avanti nel doppio scontro diretto.

Doveva farlo il Milan ma il Milan che scende in campo dopo l’esibizione di Ghali è il fantasma della squadra che ha raccolto punti e scalato la classifica negli ultimi mesi. Tre minuti, quanto basta all’Inter per mandare all’inferno i rossoneri. Quanto basta a Vecino, l’uomo più pericolo dei suoi e protagonista a San Siro con una cadenza di occasioni impressionante, una ogni quarto d’ora di gioco (dopo il gol ancora al 17′, al 30′ e al 44′). Gli uomini di Gattuso sono assenti e smarriti, in campo senza lucidità e coraggio e si affidano solo ai tentativi di Lucas Paquetà, alla vigilia in ballottaggio con Biglia. Porta la sua griffe la prima fiammata milanista nel derby, dopo otto minuti preciso a impegnare Handanovic coi pugni su conclusione dai 25 metri, poi la replica al 20′ di testa contrastato da D’Ambrosio, ma la sfera finisce fuori, a lato di pochissimo. A ridosso dell’intervallo il match si addormenta in mediana, i ritmi calano e così le occasioni da entrambe le parti.

La ripresa invece è frizzante. A sospresa Gattuso esclude Paquetà dal match (scelta poi giustificata da un leggero problema muscolare), l’unico ad averci provato nei primi quarantacinque minuti, e getta nella mischia Castillejo. Tre minuti e Gagliardini impegna Donnarumma con un tiro a giro. È la stessa Inter spumeggiante di inizio derby ed è lo stesso Milan attonito, opaco, che ha subito nel primo tempo Handanovic e compagni. La conseguenza è la stessa: al 51′ l’Inter raddoppia con de Vrij di testa, da angolo, su cross di Politano. San Siro è ammutolito. Manca poco all’ora di gioco e i rossoneri ci provano con Bakayoko, su punizione calciata da Calhanoglu. Anche il Milan ci prova di testa. Al 66′ i cugini conquistano un calcio di rigore (Politano viene steso da Castillejo). Lautaro Martinez va sul dischetto e non sbaglia: 1-3. Il Milan però dà segni di vita e crede ancora nella rimonta. Il nuovo passo avanti arriva con Musacchio sugli sviluppi di un corner. D’Ambrosio rischia l’autorete, Handanovic respinge ma non può fare nulla sul guizzo del numero 22. All’88’ Guida mostra il rosso a Conti per fallo fuori tempo su Lautaro, poi il VAR annulla e trasforma tutto in ammonizione (allontanato dalla panchina Spalletti per proteste). L’ultima occasione è del Milan, al 91′, con Castillejo su cross di Suso. Handanovic però è sul pezzo e mette i sigilli sulla vittoria più importante della stagione.

Milan-Inter 2-3 (0-1)
Recupero: 2’+6′
Marcatori: Vecino (I) al 3′, de Vrij (I) al 51′, Bakayoko (M) al 57′, Martinez (I) su rigore al 67′, Musacchio (M) al 71′.

Milan (4-3-3):
Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez (Cutrone dal 58′); Kessie (Conti dal 69′), Bakayoko, Paquetà (Castillejo dal 46′); Suso, Piatek, Calhanoglu.
A disposizione: Reina, A. Donnarumma, Borini, Bertolacci, Zapata, Abate, Biglia, Caldara, Laxalt.
Allenatore: Gattuso.

Inter (4-3-3):
Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Gagliardini, Brozovic (Borja Valero dal 74′), Vecino (Ranocchia dal 92′); Politano (Candreva dall’83’), Martìnez, Perisic.
A disposizione: Padelli, Balde, Soares, Dalbert.
Allenatore: Spalletti.

Note: ammoniti Brozovic (I), Rodriguez (M), Romagnoli (M), Conti (M), Gagliardini (I).
Squadra arbitrale: Guida (arbitro), Passeri e Carbone (assistenti), Fabbri (quarto uomo), Calvarese (V.A.R.), Vivenzi (A.V.A.R.).

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