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Preparazione

La prima di dieci finali

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La sosta è arrivata nel momento migliore. Così, diradato il polverone del derby con annesse polemiche, il Milan ha potuto ritrovarsi, parlasi, capirsi e ripartire. E guardare alla Samp (stasera, ore 20.30) con la mente più lucida. Non tutto è da buttare, anzi, e Gattuso ci tiene a chiarirlo: «Sembra quasi che siamo settimi e non abbiamo più nulla da giocarci. Invece il nostro scudetto, ovvero la qualificazione in Champions, è ancora alla nostra portata. Siamo pur sempre quarti».

Per i novanta minuti di Marassi Rino ha deciso di cambiare. Un mini tournover. Fuori Kessié dopo la lite con Biglia, dentro l’argentino affiancato da Bakayoko e Calhanoglu in mediana, e spazio a Castillejo nei tre davanti con Suso sulla destra e l’intoccabile Piatek centrale: «Ho avuto un confronto con Franck. Non porto rancore, ma i miei giocatori lo sanno quanto ci tenga a determinati valori. Ci vuole rispetto di tutte le componenti dello spogliatoio. Sono rimasto deluso, ma non porto rancore. Nella mia carriera da calciatore ho sbagliato anche io, come con Jordan, ho sempre messo la faccia e pagato tutto a caro prezzo».

Interpellato sulla sconfitta nel derby Gattuso risponde da leader: «Ho sbagliato io a chiedere ai ragazzi la pressione alta. La squadra non era corta, abbiamo giocato in quarantotto metri, e non sui nostri soliti ventidue. Abbiamo perso una partita, che era la più importante degli ultimi anni. È stata una mazzata, ma abbiamo il dovere di guardare avanti e di raggiungere la Champions. Faremo di tutto per centrare questo obiettivo». Ora quindi sotto con la Samp perché l’obiettivo passa da queste partite e per cercare subito il riscatto: «Affronteremo una squadra che ci ha già messo in difficoltà quest’anno, sia in campionato che in coppa. Davanti hanno giocatori importanti, che si muovono bene, subiscono pochi gol e sono allenati da un grande allenatore. Questa settimana abbiamo lavorato bene, nonostante la grande amarezza dopo il derby. Abbiamo dieci finali davanti a noi, ci giochiamo qualcosa di importante: non dobbiamo perdere la testa. Voglio vedere il solito Milan, che non regala niente agli avversari. Dobbiamo tornare a essere la squadra vista negli ultimi mesi».

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