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Gattuso vuole un Milan indiavolato. Con la Juve Suso-Piatek-Borini

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Se la ricorda bene Rino Gattuso l’ultima volta che il suo Milan sorrise a Torino contro la Juventus. Correva il mese di marzo del 2011, anno da incorniciare per i rossoneri (quello dell’ultimo scudetto) e sul verde del vecchio Comunale fu proprio Rino con un gol non bello ma decisivo a smorzare l’entusiasmo dei ragazzi di Delneri. Toh…Rino! Da allora il Milan rincorre col fiatone, insegue la Juve che nel frattempo è diventata di Allegri (il generale di quel tricolore) e un titolo che a Milanello manca quanto le emozioni delle grandi sfide d’Europa.

Quella Juventus, quella del 2011, stava solo iniziando a seminare il suo futuro, poi da lì a poco avrebbe raccolto. Questione di progettualità, di vedute attente, di scelte anche dolorose e rischi, pura questione di mentalità. Oggi, quella Juve che arriva da sette scudetti consecutivi cuciti sul petto, sa «reggere la pressione» ovunque come poche altre formazioni europee. Alla vigilia della sfida contro Madama, ieri Gattuso ha preteso dai suoi giocatori un importante scatto a un livello superiore. Anche perché oggi è l’unica via, per i rossoneri, per provare a sorridere dopo novanta minuti di gioco a Torino: «Servirà una grande prestazione a livello tattico – ha detto Rino –, di personalità e di voglia per portare a casa i tre punti. Possiamo farcela, e in caso di risultato positivo potrebbe essere una vera svolta. Ci serve un episodio per tornare vivi».

Senza Gigio Donnarumma in porta out per infortunio e sostituito da Pepe Reina e con un tridente titolare inedito là davanti (Suso, Piatek e Borini), il Milan cerca sul campo più blindato d’Italia il riscatto dopo un mese da dimenticare: «C’è grande delusione – ha aggiunto Rino –, ma allo stesso tempo ho voglia di ripartire con grande rabbia e carica. Sono arrabbiato, perché ci siamo fermati sul più bello. Ma dobbiamo crederci: ho grande voglia di portare il Milan in Champions League. Il mio futuro? Ho un contratto fino al 2021. Il mio futuro è qui».

Alle spalle dei rossoneri quattro squadre in corsa per l’ultimo pass per entrare in Champions (Roma, Torino, Lazio e Atalanta): «È tutto aperto. Ci sono diverse squadre che stanno facendo fatica, eccezion fatta per l’Atalanta, che sta mantenendo una certa continuità a livello di risultati. Ma se guardo la classifica vedo che siamo ancora al quarto posto: non dobbiamo mollare. Dopo il Derby si è inceppato qualcosa e non siamo riusciti più ad essere brillanti. Ma dobbiamo cancellare quella gara, nonostante capisco sia stata la più importante degli ultimi anni. Non riusciamo a vincere le partite, ma dobbiamo avere la lucidità di capire il motivo. Ci siamo un po’ smarriti a livello fisico e mentale. La partita con la Juventus arriva a pennello, perché un risultato positivo ci darebbe una spinta a livello mentale. Sento tante chiacchiere in questo periodo, ma la verità è che qui si lavora per un solo obiettivo: cioè riportare il Milan in Champions».

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