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Crollo Milan, disastro a Torino: rossoneri ora al sesto posto

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Doveva essere la serata dell’orgoglio rossonero, della spinta decisiva verso l’obiettivo vitale della stagione, del cuore oltre l’ostacolo e invece si spegne la serata della più profonda e infinita delusione. Il Milan lascia punti, sudore e probabilmente speranze anche sul verde del Grande Torino dopo il ko rimediato in Coppa Italia in settimana, sconfitto dalla formazione di Walter Mazzarri con due reti incassate nella ripresa. La parentesi in classifica riservata alla Champions ora si fa ancora più stretta e pericolosa, con Milan, Atalanta (domani in campo in posticipo contro l’Udinese) e Torino appaiati a 56 punti, a due lunghezze dal quarto posto da ieri proprietà esclusiva dalla Roma, e la Lazio che guarda, attenta, il gruppone e sorride dopo il successo sulla Samp da inseguitrice lanciata a meno uno.

Ancora una volta va in archivio un Milan nullo e parente stretto dei Milan poveri di qualità e inventiva delle ultime settimane. «Senza anima» aveva spiegato Gattuso alla vigilia, Gattuso che a Torino prova a dare la scossa all’attacco inconsistente affidandosi a Patrick Cutrone dall’inizio, l’uomo di movimento più imprevedibile a disposizione per infilzare la solida difesa granata, al posto di Piatek, pistolero dalle polveri bagnate, scarico da ormai qualche turno, quindi in panchina. La soluzione però non porta novità, anzi, Cutrone sembra la copia dell’ultimo Piatek, là davanti servito male e senza idee precise. Parte forte il Toro, i ritmi sono alti e il Milan cade subito nella trappola dei falli: tre ammoniti – Suso, Conti e Paquetà – in quindici minuti. Il trequartista carioca, al rientro dall’infortunio alla caviglia, al 19′ dialoga bene con Calhanoglu ma la conclusione dalla distanza del turco viene ribattuta. Paquetà in generale è il meno peggio dei suoi ma negli occhi dei tifosi quel ruolo, il fantasista della squadra, è tutta un’altra cosa. Per contare un tiro dei rossoneri nello specchio bisogna attendere la mezz’ora di gioco: Suso il pasticcione si libera di Moretti al limite dell’area, centra di destro la porta ma Sirigu la protegge bene. Il match si gioca principalmente in mediana, non è una sfida classificabile sotto la voce “spettacolare”, la posta in palio, talmente importante, non lo consente nemmeno. Al 44′ la seconda occasione per il Milan: Cutrone per Calhanoglu, con il 10 in scivolata che non riesce a superare Sirigu.

La ripresa decolla con l’arbitro Guida che manda anzitempo Mazzarri negli spogliatoi, espulso per proteste. La pressione arteriosa del match cresce al 56′: Kessie atterra Belotti con una spinta in area, per il fischietto di Pompei non ci sono dubbi, è calcio di rigore. Il Var conferma e dal dischetto Belotti porta avanti il Toro. Il Milan, munito di pochissime cartucce di valore sostituisce Suso con Borini e Paquetà con Piatek per provare a raddrizzarsi. Incassato l’1-0 arriva la replica degli ospiti con Bakayoko di testa, minuto 67. L’urlo della panchina di Gattuso si smorza però con il pallone che si stampa dritto sulla traversa. Superata la burrasca il Torino mette i tre punti in cassaforte: pasticcio di Conti e Musacchio su cross di Ansaldi, palla sui piedi di Berenguer che batte Gigio Donnarumma sul secondo palo. È apoteosi granata. Sullo 0-2 il Milan risponde ancora con Bakayoko ma questa volta è Sirigu a negare la gioia al centrocampista rossonero. Sul finale il nervosismo in casa Milan comanda sulla ragione: capitan Romagnoli si fa espellere per un applauso rivolto all’arbitro dopo una sua decisione arbitrale. Con l’uomo in meno il Milan alza bandiera bianca. Dopo quattro minuti di recupero e una palla gol di Kessie per Cutrone nell’area piccola, intercettata però da De Silvestri, si abbassa definitivamente il sipario su una nuova serata brutta e da dimenticare in fretta. Vince con merito il Torino. La squadra di Mazzarri aggancia il Milan a quota 56 punti in classifica e ha tutta la notte, e oltre, per sognare l’Europa. Per il Diavolo e i suoi tifosi è una nuova profonda e infinita delusione.

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