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Boccata d’ossigeno per l’Europa: Suso e Borini stendono il Bologna

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Il Milan ritrova il successo in campionato a San Siro (2-1) dopo i passi falsi con Parma e Torino e rimane in piena corsa Champions con tre sfide ancora a calendario. Ora i rossoneri sono quinti a 59 punti, gli stessi della Roma fermata ieri sull’1-1 dal Genoa, e vedono a occhio nudo l’Atalanta quarta a tre lunghezze. Era quello che Rino Gattuso sperava di ottenere questa sera, una vittoria per scacciare via le nuvole delle ultime settimane e ritrovare il sorriso.

I padroni di casa si portano al comando al 37′ con Suso, in campo dal primo minuto e a digiuno da 12 partite. Lo fanno però dopo un’altra scenata da prima pagina che ha visto di nuovo coinvolta la panchina rossonera: Biglia si infortuna, per lui problemi al nervo sciatico, Gattuso fa scaldare Bakayoko che però ne la farlo non mostra grande volontà; prima di entrare in campo il francese chiede al tecnico qualche minuto in più a disposizione per completare il riscaldamento ma Rino non ci sta, s’infuria e gli indica di riaccomodarsi in panchina. Volano parole grosse in diretta tv. Dal labiale dell’ex Chelsea ripreso dalle telecamere esce un “Fuck off man”, “Ci vediamo dopo” invece la risposta del tecnico. Al posto di Bakayoko entra in campo José Mauri.

Il Milan passa in vantaggio nel momento migliore per l’undici di Sinisa Mihajovic, al quale il direttore di gara Di Bello annulla una rete al 27′ per posizione di offside di Palacio. A occasioni da gol i rossoneri sono avanti: Calhanoglu (destro dai 25 metri) e Musacchio (rete accarezzata di testa, a porta vuota), per i rossoblù ci prova Orsolini dopo un quarto d’ora di gioco ma un super Donnarumma gli nega la gioia della settimana.

Fonte: acmilan.com

Nella ripresa il Bologna va subito vicino al pareggio con Pulgar: il suo rasoterra teso è indirizzato all’angolino, Donnarumma si distende e toglie le ragnatele dallo specchio. Sembra di riascoltare la filastrocca di inizio partita: gli emiliani tengono in mano il pallino del gioco, i rossoneri sono più cinici e trovano di nuovo la via del gol. Minuto 67: Lucas Paquetà ci prova dai 25 metri, Skorupski non trattiene, Borini intercetta e con un tap-in fa esplodere i decibel dei 51.000 di San Siro. Poco prima Sinisa era corso ai ripari inserendo la cartuccia Destro al posto di Svanberg. E proprio l’ex Milan dimezza lo svantaggio cinque minuti dopo il raddoppio dei rossoneri. Poi il Milan rischia, seriamente, perché rimane in dieci uomini nell’ultimo quarto d’ora per espulsione di Paquetà, allontanato dall’arbitro per proteste.

Il Bologna ci crede, prova a concludere la rimonta prima con Poli e poi con Edera, ma serve altro per superare Donnarumma, con Abate tra i migliori dei suoi. Anche i rossoblù nel finale restano con l’uomo in meno, a giochi fatti, che diventano due (rosso a Dijks) a partita conclusa. Il Milan torna a respirare aria buona, ossigeno puro, quello dei tre punti e delle speranze – intatte – di tornare a godersi il venticello della Champions League. Soffrendo torna a vincere, soffrendo, ma per una sera non interessa a nessuno.

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