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Analisi

Antenne dritte sul “biscottone di Torino” poi occhio alla Spal. Piatek a secco? La qualità è l’unica vera assente

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Il Milan è tornato a lavorare quest’oggi sui campi del centro sportivo di Milanello con l’obiettivo di chiudere la stagione con due successi, il primo in casa domenica contro il Frosinone, poi in trasferta a Ferrara sul terreno della Spal, il “Paolo Mazza”. Senza la frizzante fantasia di Lucas Paquetà, fermato dal giudice sportivo dopo l’incontro di Torino, e con un Krzys Piatek ai minimi livelli stagionali, Gattuso prova a trovare soluzioni che portino all’agognato obiettivo della quarta piazza in classifica, a salire sull’ultimo vagone del treno diretto in Champions League. Per “riveder le stelle” (prendiamo in prestito, non ce ne vogliano i cugini, il claim dantesco della passata campagna abbonamenti dell’Inter) il Milan deve conquistare sei punti e sperare nei passi falsi dell’Atalanta o ancora, anche se meno probabili, dell’Inter, a meno due dal sigillo papale.

I primi, davanti di tre ai Gattuso Boys, hanno un calendario più delicato: domenica la Juve a Torino (già si sparla di un possibile “biscottone”), poi il Sassuolo, che non ha più nulla da chiedere sportivamente alla propria stagione ma nel mirino ha fisso il traguardo importantissimo del decimo posto. Mission che vale, come da regolamento di Lega, 6,3 milioni di euro nelle casse di chi la porta a termine. Lo stesso obiettivo è nella testa dei giocatori della Spal, ultimi avversari del Milan in campionato, che oltre a congedarsi con l’onore dal proprio pubblico e festeggiare la meritata salvezza vorranno regalare un sorriso in più ai propri dirigenti. Non sarà quindi un match dal film scontato quello che Romagnoli e compagni vivranno in Emilia domenica 26 maggio (orario di inizio ancora da stabilire).

Nella volata verso l’Europa dei grandi, Gattuso può contare sulla crescita di due uomini chiave del proprio organico: in difesa Ignazio Abate, l’uomo – per tradizione – dei cross pessimi ma dal cuore di un leone, ruggente, attento, solido nelle ultime uscite, una vera garanzia, e in attacco Suso, che pur balbettante all’interno di ogni prestazione ha smosso con incisività i tabellini delle sfide con Bologna e Fiorentina (gol contro i rossoblù, assist vincente a Calhanoglu nella metà campo dei gigliati). Gattuso fa grande affidamento su entrambi. Così come Rino tiene l’ambiente unito e sereno anche quando si analizza la netta decrescita di Krzysztof Piatek. Allenatore e padre, Rino si duplica nella sua veste di uomo dai grandi valori.

L’ex Genoa si è spento, è a digiuno sotto porta da ben cinque uscite, l’ultimo acuto da lui firmato risale al 6 aprile sul campo della Juventus (2-1 per i bianconeri). Resta nonostante tutto uno dei migliori affari del mercato invernale della storia del Milan e tra i migliori marcatori in stagione, la sorpresa più bella, e va atteso e rispettato. Cascare nel giochino che ha allontanato Gonzalo Higuain da Milanello, elemento di altre caratteristiche tecniche e anagrafiche e con un vissuto in rossonero macchiato da atteggiamenti non tollerabili, è la più sbagliata e insensata delle azioni. Il Milan deve ripartire a luglio, e ripartirà, da Piatek, nel tentativo di circondarlo di più qualità. La qualità, ecco cosa manca, e con il giro ai box di Paquetà mancherà ancora di più da qui al 26 maggio. Altro che Piatek, è lei la vera assente ingiustificata della stagione.

Copyright © Daily Milan 2019 | Testata giornalistica | Aut. Tribunale di Biella n° 575 del 31 luglio 2012 | Direttore Editoriale: Luca Rosia