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Forza mister!

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La voce spezzata dal dolore. Sinisa Mihajlovic ha annunciato in conferenza stampa che lascerà la panchina del Bologna per un problema di salute. Da martedì per lui inizierà un’altra sfida, la più importante e delicata della sua vita. L’avversario è tosto ma lo affronterà «all’attacco», pian piano lo batterà con tutta la forza che l’ha sempre contraddistinto. È un momento difficile e tutto il mondo del calcio gli è vicino: «Ho fatto alcuni esami dove si sono scoperte alcune anomalie che non c’erano qualche mese fa – ha raccontato l’ex Milan –. Voglio essere chiaro. Prima di partire per il ritiro ho detto che avevo la febbre, ma convincere mia moglie che avevo la febbre era difficile, perché sono quarant’anni che non l’avevo. Quel giorno dovevo fare ulteriori esami alle 15, ed è venuta fuori la sentenza: leucemia. E ho preso una bella botta. Sono stato chiuso in casa a riflettere, piangere, ti passa tutta la vita davanti. Non sono due lacrime di paura: la malattia la rispetto ma la vincerò guardandola negli occhi, martedì comincerò e non vedo l’ora, prima si comincia e prima finisco. È una malattia in fase acuta ma si può guarire e sconfiggere».

«Avevo visto Walter Sabatini che stava peggio di tutti ed ero geloso – ha continuato Sinisa smorzando l’atmosfera in sala stampa con un sorriso –. Ho chiesto questa conferenza stampa e chiesto riservatezza prima perché volevo dare io per primo la notizia alla mia squadra, purtroppo non tutti l’hanno rispettato per vendere cento copie in più, rovinare amicizie ma non voglio più parlare di sta cosa… Un’altra cosa voglio dire: il 28 febbraio ho fatto degli esami ed era tutto a posto, fino al 27 maggio ho continuato ad allenare, giocavo a padel due ore, non avevo stanchezza, non avevo chiazze rosse. Niente. Io faccio sempre le visite perché mio padre è morto di cancro, e se noi non avessimo fatto queste cose non avremmo scoperto questa malattia. Tutti pensano che io grande e grosso non possa avere niente: invece nessuno di noi deve pensare di essere indistruttibile. Ma quando ti succede è una botta tremenda. La unica tua speranza è di aver fatto prevenzione, in quei momenti la tua vita cambia in un attimo. Ma state tranquilli: come ho detto ai ragazzi vincerò anche questa».

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