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Analisi

A.A.A. qualità cercasi: la seconda punta è una priorità assoluta

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Al Milan serve estro negli ultimi trenta metri. L’arrivo di un attaccante è uno snodo cruciale per la stagione.

La brutta prestazione offerta ieri dal Milan in quel di Cesena ha fatto riemergere in maniera evidente quelli che sono i limiti strutturali della formazione rossonera, ancora alla ricerca della completa identità. La squadra di Giampaolo ha giocato una gara insufficiente con pochissime occasioni da gol create, ritmi lenti e una manovra fin troppo prevedibile. In questo precampionato l’undici rossonero ha dimostrato di essere una squadra con un’idea di gioco di base assolutamente valida, ma al tempo stesso ha rivelato gravi carenze sotto il punto di vista dei guizzi e della qualità tecnica.

Per essere più incisivi, per creare e sfruttare le occasioni da rete, il Milan ha assoluto bisogno di imprevedibilità, capacità di aprire spazi, precisione nell’ultimo passaggio. Per farla breve, la formazione rossonera ha bisogno di qualità negli ultimi trenta metri. Un problema annoso, visto che da tempo dalle parti di Milanello si sente la mancanza di un calciatore capace di accendere la scintilla negli ultimi metri di campo, che deve assolutamente essere risolto sul mercato. Maldini, Boban e Massara sanno benissimo di dover colmare questa lacuna e non a caso stanno cercando con insistenza un calciatore che possa ricoprire il ruolo di seconda punta e infondere qualità a tutta la manovra.

Nel 4-3-1-2 di mister Giampaolo quello della seconda punta è un ruolo chiave, probabilmente decisivo. Un attaccante tecnico e rapido, capace di svariare, di creare superiorità numerica e di attaccare gli spazi, è assolutamente fondamentale per dare effervescenza al gioco rossonero e per assistere al meglio un centravanti d’area come Piątek. In questo senso l’esperimento Castillejo è stato un flop assoluto, mentre il giovane e promettente Rafael Leao deve lavorare ancora molto per adattarsi ad un ruolo fondamentalmente non suo. L’arrivo di una seconda punta diventa dunque uno snodo cruciale per la stagione del Milan e per le ambizioni del club rossonero.

Considerate poi le parole pronunciate ieri da Giampaolo, sarà fondamentale mettergli a disposizione nel minor tempo possibile questo profilo. L’ex tecnico della Sampdoria ha infatti evidenziato come il suo gioco abbia bisogno di tempo per essere assimilato facendo intendere, di conseguenza, che l’inserimento degli ultimi arrivati richiederà un processo più lento e graduale. Ecco allora perché il nome di Correa, fortemente gradito al tecnico, appare il più adatto alle esigenze del Milan.

L’attaccante argentino dell’Atletico Madrid non ha un grandissimo senso del gol, ma ha nelle corde le caratteristiche giuste per ricoprire in maniera ottimale il ruolo di spalla di Piątek. Il classe ’95 ha grande rapidità e sa come vivacizzare l’attacco con i suoi strappi per vie centrali. Tra la domanda dei Colchoneros e l’offerta del Milan – 38 milioni più bonus – esiste ancora una notevole differenza, ma il club rossonero sa di dover accelerare per inserire in organico un giocatore simile. La trattativa per portare Correa in rossonero è una priorità assoluta e la dirigenza crede fortemente di poterla portare a termine. Se però l’assalto dovesse fallire, il Milan dovrebbe farsi trovare immediatamente pronto e dirottare il budget su una valida alternativa. L’identikit è tracciato: serve una punta rapida, tecnica e creativa. Ne può valere una stagione.

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