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Analisi

Giampaolo e il “rebus attacco”: Piatek sotto esame, Leao prepara i tacchetti

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Verona dirà molto sul prossimo assetto offensivo dei rossoneri. Per Giampaolo solo Suso è intoccabile.

Il Milan di Marco Giampaolo riaccende i motori domani a Milanello insieme alle sue tante sfide, tutte pazientemente da vincere. Quello rossonero è un progetto fresco, giovane, delicato ma dai lineamenti già chiaramente definiti. Da Verona in poi tifosi e osservatori si aspettano punti in continuità e bel gioco. E si aspettano un Milan capace di costruire azioni offensive di spessore, di bucare le difese avversarie con quantità e qualità. Insomma, la performance di Udine, prima ufficiale in trasferta, dovrà rimanere un ricordo lontanissimo e da dimenticare al più presto. Col Brescia il Milan non ha convinto, ha solo fatto un passo avanti. A Verona ne serviranno due.

Sfida più delicata tra le tante appuntate da Giampaolo è quella che vede coinvolto Krzysztof Piątek. Il polacco è un caso: infallibile un anno fa, sempre in gol, oggi è il fantasma impaurito di se stesso. Se dal Bentegodi di Verona uscirà ancora una volta con le polveri bagnate, per lui le cose potrebbero davvero mettersi male. Non è nel disegno di Giampaolo privarsi dell’ex Genoa, certo è che con l’arrivo di Rebic e con Leao che scalpita per collezionare minuti, con il derby all’orizzonte un rimescolamento delle gerarchie potrebbe far capolino nella mente del tecnico. Giampaolo non è allenatore da soluzioni rigide e dettate dalla popolarità, anzi. Contro il Brescia la mezza rivoluzione ufficializzata solo all’ultimo ha dato dimostrazione di quanto coraggio si sia portato in valigia al suo arrivo a Milano. D’altronde, l’aveva detto il giorno di presentazione in rossonero: forti o deboli non fanno differenza, a convincerlo sono solo i giocatori affidabili.

Unico, nel tridente, intoccabile, proprio perché elemento di affidabilità è Suso. Ripartirà dallo spagnolo Giampaolo e probabilmente gli affiancherà Rebic e Piatek, prima punta, nell’uscita che attende il Milan sul manto di Verona. Poi, da quei novanta minuti, nascerà la formula offensiva proiettata al derby. Quattro uomini per due posti, aggiungendo Castillejo la cui volontà era ed è quella di giocarsi tutto in rossonero ma che al pari di Piatek deve riaccendere la miccia. Chissà che una sana concorrenza non riesca, là davanti, a sbloccare più di una soluzione.

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