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Milan, tirami…su!

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Piatek e la “curiosa ricetta” che a Genova diventò portafortuna. Dopo la crisi con Giampaolo, ora il polacco spera di rinascere sotto la spinta di un nuovo allenatore.

Il giovedì sera era sacro quasi quanto la domenica a Marassi. Lì, sotto la Curva Nord che sabato non ne ha gradito il ritorno, di corse, mire e colpi da pistolero Krzys può vantarne parecchie. Piatek è tornato a Genova nel weekend in maglia rossonera, ma oltre all’accoglienza non proprio amichevole, ha dovuto fare i conti con una nuova deludente prestazione, con un cambio all’intervallo che suona da schiaffo e con la rinascita dei compagni vissuta da spettatore silente in panchina. Insomma, non proprio il massimo per un attaccante da copertina, il terzo miglior marcatore dello scorso campionato dietro a Fabio Quagliarella e a Duvan Zapata. A Genova, quando era ancora la “sua Genova”, il polacco aveva un rituale che spesso si ripeteva in compagnia della fidanzata Paulina, il giovedì sera.

Al Ristorante “Al Rustichello”, in Via S. Lorenzo, nel cuore della Città, Krzys custodiva un segreto gustoso, peraltro – ci dicono – gelosamente. Questione di palato, di sfumature sopraffine come sopraffini, di prima scelta, erano i gol che dipingeva in campo con la divisa del Grifone: ogni qualvolta ordinava il tradizionale tiramisù famoso in trattoria, apprezzato – confermano – da ogni cliente goloso, la domenica brillava, gonfiava la rete e sorprendeva tutti. Era pressoché matematico, tanto che l’appuntamento nella caratteristica saletta interrata del locale a due passi dalla Stazione Brignole era fisso e obbligatorio. Probabilmente quasi maniacale. Eccolo, il vero segreto di Piatek continua a celarsi nel semplice racconto di una dolcissima curiosità. Esagerazioni a parte, in questo mondo pallonaro sempre e solo alla ricerca delle polemiche e delle non-notizie, incuriosisce (diremmo, quasi per restare in tema, “fa gola”) qualche aneddoto di vita quotidiana, comune, di contatti umani e, nel nostro caso, di buone tradizioni italiane.

Si scoprì così, per rincarare la dose, che al Genoa bastarono 3,5 milioni di euro e qualche scodella di tiramisù per godere fin da subito delle prestazioni sportive del talento polacco, esploso poi con tutta la sua scarica da pistolero sotto le bandiere della Nord. Sarà il caso a questo punto di portarne la ricetta a Milano, dirà qualcuno, o di liberarlo il giovedì pomeriggio così che possa – mascherato – far ritorno in Liguria giusto per qualche colpo di…cucchiaio. In verità, tornando svogliatamente seri, il Milan in queste ore ha scelto di affidarsi a un nuovo tecnico anche per salvare il soldato Piatek. Un patrimonio tecnico, il suo, che il Club non può permettersi di perdere, lentamente, partita dopo partita. Toccherà a Luciano Spalletti, o forse a Stefano Pioli, o chissà a chi altro candidato, l’arduo compito di ricostruire una ricetta da Milan attorno al suo valore e alle sua capacità offensive. Vedremo come. Di certo, non ce ne vogliano gli amanti del “pallone narrato” e i pasticceri, al prossimo allenatore del Milan non basterà cacao in polvere, tuorlo d’uovo, Savoiardi e abbondante mascarpone. Fosse così semplice!

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