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Analisi

Hakan e Lucas, due “anime” ritrovate

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Il turco e l’argentino sono coloro a cui a maggiormente giovato la cura Pioli. Ritrovate, dunque, due pedine importanti nella corsa alla prossima Champions.

Padre (Pio)li. Di nome e di fatto. Si, poiché in effetti, due grandi miracoli li ha già fatti l’allenatore rossonero, nonostante il deludente pareggio casalingo contro il Lecce di domenica scorsa. Restituire linfa e grinta a due dei principali imputati del vecchio Milan di Marco Giampaolo, parliamo ovviamente di Lucas Biglia e di Hakan Calhanoglu.

L’argentino, che ha uno splendido rapporto con Pioli che già lo aveva allenato alla guida della Lazio dal luglio del 2014 all’aprile del 2016 dove gli aveva anche affidato la fascia di capitano, è artefice di una prestazione alla Biglia (unico neo, il troppo spazio concesso a Calderoni in occasione del gol del definitivo 2 a 2, distrazione dettata più che altro dalla stanchezza…), vale a dire ordinato nello smistare, preciso nel rifinire, furbo e deciso nel fare a sportellate, quando serviva, lì in mezzo e come mai lo si era visto da quando veste rossonero, anche spiccatamente offensivo. In pochi infatti ricordano che con Pioli a Roma, l’attuale numero venti rossonero aveva la libertà o forse l’obbligo di portarsi in avanti di tanto in tanto, nel tentativo di creare superiorità numerica in area di rigore avversaria o di concludere nello specchio della porta, sfruttando così l’ottimo tiro dalla distanza di cui dispone. Un aspetto che con il passare del tempo, sotto la conduzione tecnica di Vincenzo Montella, Rino Gattuso e Marco Giampaolo (che comunque lo considerava superiore a Bennacer e quindi il titolare davanti alla difesa) è andato assopendosi, date le iniziali aspettative che lo vedevano ricoprire un ruolo che di fatto non esiste più nel calcio rapido e veloce di oggi, quello del regista alla Pirlo.

Il turco, invece, sembra un altro giocatore. Domenica contro i salentini è stato di gran lunga il migliore in campo fra i ragazzi di Pioli; che gli ha restituito il compito di viaggiare lungo la fascia sinistra, dimenticata durante il periodo di “rodaggio” con Giampaolo che lo considerava una mezzala o, come successo a Udine, un regista dai piedi buoni. In quella stessa posizione l’ex Leverkusen aveva fatto vedere le cose migliori, soprattutto durante i primi cinque mesi del 2018 con Gattuso. Poi più nulla. Criticato e fischiato pesantemente da tutto l’ambiente rossonero, Calha sembrava ormai prossimo alla cessione, ma ecco la luce in fondo al tunnel. In una piovosa serata di metà ottobre. Un gol e un assist che vanno sommandosi a una prestazione nel complesso magistrale, dettata da una forte predisposizione ad attaccare la profondità e a tagliare nel mezzo dell’area di rigore avversaria.

Insomma Hakan, in queste ultime settimane ti abbiamo criticato un po’ tutti, chi più e chi meno, ma sinceramente sappiamo e conosciamo le potenzialità che possiedi e che troppo spesso non hai mai saputo sfruttare al cento per cento. Vero è che novanta minuti non cancellano due anni di “buio”, ma contiamo su di te!

Ora pensiamo a concretizzare quanto di buono è stato fatto sotto il piano della tecnica e dell’intensità, in una vittoria sulla Roma, in uno stadio che può rappresentare una sorta di punto di ripartenza per il Milan e per tutto l’ambiente rossonero.

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