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Pioli: «Voglio orgoglio e fame»

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Il tecnico rossonero alla vigilia di Milan-Spal: «Voglio gente orgogliosa e arrabbiata, la classifica non è quella che vogliamo e domani mi aspetto giocatori che lottino e non si risparmino per ottenere la vittoria».

Vigilia di campionato in casa Milan: domani sera i rossoneri affronteranno la Spal a San Siro. A Milanello ha parlato Mister Stefano Pioli. Ecco le sue dichiarazioni:

IL MOMENTO ATTUALE – «Bisogna essere realisti e dire che il nostro non è un buon momento, abbiamo l’occasione per migliorare la classifica e per dimostrare che siamo migliori di quanto fatto domenica scorsa. Non dobbiamo mettere il carro davanti ai buoi, ci sono 29 partite e 87 punti a disposizione e tutto il tempo per migliorare la classifica. Voglio gente orgogliosa e arrabbiata, la classifica non è quella che vogliamo e domani mi aspetto giocatori che lottino e non si risparmino per ottenere la vittoria».

LA CLASSIFICA – «Sono sempre preoccupato, devo stare attento e cercare di prevenire tutto, devo allenare i miei giocatori a offrire prestazioni sempre migliori. La classifica è quella ma noi dobbiamo solo pensare di cominciare a vincere da domani. Serve lo spirito giusto, dopo 15 giorni di lavoro insieme è impensabile essere la miglior squadra a livello tecnico e tattico, ma dobbiamo esserlo a livello di spirito. Questo è il momento della determinazione e della rabbia. Non ho visto una squadra impaurita a Roma, ho visto una squadra che ha commesso molti errori ma che non è stata inferiore agli avversari. E se qualcuno ha timore è questo il momento di metterselo alle spalle. C’è tanto da fare e da dare, se ci crediamo tutto è possibile».

I SINGOLI – «Suso è un grande giocatore però credo sia sbagliato ricondurre le difficoltà su un unico giocatore. Tutti devono dare qualcosa in più, io compreso. Per la partita con la SPAL recuperiamo Bonaventura tra i convocati, resteranno fuori solo Caldara e Rodriguez. Credo che cambierò qualcosa rispetto alla squadra di domenica. A Paquetá non sta mancando la voglia di fare le cose, perché lavora ed è molto applicato ma deve incidere di più, deve essere più presente nelle situazioni decisive. Piątek può essere il centravanti di un Milan con determinate caratteristiche mentre Leão può esserlo con altre. Kris è un giocatore che sta bene e ha voglia di fare, da Rafa mi aspettavo di più domenica. Possono giocare anche insieme ma non credo sia così importante il singolo che gioca domani, bensì l’approccio della squadra».

L’APPROCCIO DI PIOLI – «Non credo di essere così asciutto e sobrio, dall’esterno si ha un’idea sbagliata di me. A me ora importa poco degli abbracci, basta vincere la partita. Non sono amico dei giocatori, ma sono un allenatore che sta loro vicino e cerca di migliorarli. Siamo la squadra più giovane del campionato e c’è bisogno che io sia credibile e presente».

LA SPAL – «Di solito è una squadra che non va a prendere alti gli avversari, contro il Napoli ha giocato un’ottima partita concedendo poco. Ci aspetta un avversario compatto che lavora insieme da tanto tempo, che conosce le situazioni di campo, ha qualità e non ci regalerà nulla».

SAN SIRO E I TIFOSI – «Non sono stupidi e sanno riconoscere quando una squadra gioca con spirito, voglia e motivazione. Sapranno dare la giusta dimensione alla nostra prestazione. Il tifoso va sempre allo stadio con la voglia di tifare una squadra volenterosa che faccia di tutto per vincere. Dobbiamo diventare molto responsabili perché indossiamo una maglia prestigiosa, davanti a tantissimi tifosi. Erano in 50mila contro il Lecce, a Roma ci hanno sostenuto per 90 minuti. Siamo noi ora a dover fare qualcosa di più, abbiamo le possibilità di mettere in campo uno spettacolo migliore perché siamo migliori di quello che stiamo dimostrando».

LA PRESENZA DELLA SOCIETÀ – «Non ho mai avuto una presenza così assidua e costante della società come quella che sto vivendo al Milan. Sono sempre presenti, supportano il mio lavoro e quello dei giocatori. Stanno aiutando la squadra a crescere».

I RISULTATI – «Siccome sono i risultati a cambiare le situazioni, dobbiamo ottenere risultati e sapere cosa serve per farlo. Anche a livello mentale credo che questa squadra abbia delle personalità forti in grado di essere leader sul campo. Dobbiamo arrivarci tramite prestazioni positive. Ora dobbiamo avere spirito e voglia di ottenere risultati, perché se c’è una qualità che ci serve più di tutte ora è proprio lo spirito».

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