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Analisi

Theo Hernandez, storia di una rivelazione essenziale

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Il francese è fra le poche note positive d’inizio stagione. Da terzino, è il capocannoniere della squadra, insieme a Piatek. Punto di riferimento per compagni e tifosi, è l’anima di questo Milan “malato”.

La certezza del Milan si chiama Theo Hernandez. Il miglior marcatore del Milan si chiama Theo Hernandez. Il miglior acquisto del Milan si chiama Theo Hernandez. Il giocatore che, allo stadio Tardini di Parma, ha permesso alla squadra di tornare alla vittoria, dopo un mese di digiuno, è Theo Hernandez.

Insomma, imprescindibile. Con buona pace per Ricardo Rodriguez, il quale, a nostro parere, ha sempre garantito affidabilità e sicurezza al reparto arretrato, coordinato dall’intoccabile Gigio Donnarumma e dal capitano Alessio Romagnoli. Il gol sa di liberazione e conferma. Liberazione per il Club e conferma per il ragazzo che, a detta dell’ambiente e di tutti gli addetti ai lavori, è sicuramente fra le poche note positive di questa prima parte di stagione. L’intuizione di Paolo Maldini ha ripagato, e bene, i venti milioni spesi in estate durante l’ultima sessione di calciomercato, ove la Società di via Aldo Rossi aveva deciso di puntare con forza andando incontro a forti critiche provenienti da tutto il mondo dell’informazione. Proteste forti e importanti per la stella di questo Milan che, senza, crea poco e male.

La fama da bad boy, che lo aveva in qualche modo accompagnato fin dai tempi del Real Madrid e preceduto qui al Milan, sembra essere stata superata da prestazioni convincenti e determinanti. Per quanto riguarda la sfera personale, Theo sogna di poter giocare per la nazionale francese, allenata da Didier Deschamps, insieme al fratello Lucas Hernandez, terzino sinistro del Bayern Monaco. Tornando a parlare di prestazioni sul campo, da rivedere, invece e sicuramente, la fase difensiva, imperfetta rispetto a quella offensiva. Già durante la gestione Giampaolo, Theo stava iniziando a migliorare e a intensificare la mole di lavoro, tecnica e tattica, relativa allo studio di un corretto posizionamento in campo e a una migliore fase di non possesso. Serve pazienza sotto quest’aspetto. Pioli (subentrato a Giampaolo) ne è cosciente, ma si gode l’altro lato della medaglia che in questo momento brilla come una stella nel cielo d’agosto.

Tutto questo grazie a un senso del gol che pochi terzini nel mondo possiedono. Assieme a Piatek, che però ha segnato due dei tre gol complessivi su calcio di rigore (Verona e Torino), Theo Hernandez è il bomber del Milan, di questo Milan in difficoltà di risultati e atteggiamento, di questa squadra ad oggi comunque lontana dagli obbiettivi prefissati a inizio stagione. Uno su tutti, la qualificazione in Champions League.

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