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Il giorno di Ibra: «Qui per aiutare il Club e la squadra e migliorare la situazione»

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Prima giornata rossonera per Zlatan Ibrahimović, che ha scelto di indossare la maglia numero 21: «È il numero di mio figlio più grande».

È arrivato, finalmente, il giorno di Ibrahimović. Atterrato a Linate alle 11.30 ha dapprima incontrato Boban e lo staff rossonero e in seguito ha avuto il primo nuovo contatto con la tifoseria milanista. Si è poi spostato in direzione della “Clinica La Madonnina” per le visite mediche di rito, durate circa tre ore.

Ultima tappa prima di poter formalizzare l’accordo che lo legherà al diavolo per almeno 6 mesi, è stata il Centro Ambrosiano, dove ha ottenuto l’idoneità sportiva. Accolto da un bagno di folla anche a Casa Milan, ha posto la sua firma sul contratto e scelto il numero 21 che lo accompagnerà durante la stagione. 

A concludere questa giornata è stato il suo primo allenamento a Milanello, svoltosi individualmente. Ma da domani sarà aggregato alla squadra, perché la volontà di Ibra è quella di scendere in campo già contro la Sampdoria nel match di lunedì. 

Nel corso della giornata, Zlatan ha parlato ai microfoni del Club Channel rossonero Milan TV: «Il 21 è il numero di mio figlio più grande, gli ho fatto vedere tutti i numeri disponibili e hanno scelto questo. L’obiettivo è di aiutare il Club e la squadra e migliorare la situazione. Individualmente voglio fare il meglio possibile. Dopo la firma tutti erano contenti, mi hanno mandato tanti messaggi. Qui ho tanti bei ricordi, solo cose positive. Grande Club, grande squadra e grande San Siro. Zlatan figlio era come il papà di oggi. Tanta fame, tanta voglia e tanta fiducia in se stesso. Nelle ultime 2-3 settimane ho parlato più con Boban e Maldini che con mia moglie, però tutto è andato bene perché sono qua. Se ho mai avuto paura? No. Cosa dice lo Zlatanometro? Approva il ritorno al Milan. Dice duecento».

Copyright © Daily Milan 2019 | Testata giornalistica | Aut. Tribunale di Biella n° 575 del 31 luglio 2012 | Direttore Editoriale: Luca Rosia