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Pioli: «Ibra sta bene ma non ha i novanta minuti»

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Il tecnico alla vigilia di Cagliari-Milan: «Dobbiamo essere propositivi e giocare con più intensità».

Stefano Pioli è un disco rotto: «Non è questa la situazione che ci aspettavamo e non è quella che vogliamo. Dobbiamo trasformare la quantità, il volume di gioco, in qualità». Il suo Milan proprio non ingrana. Nonostante un innesto di spessore come Zlatan Ibrahimovic, anche contro la Sampdoria nell’ultimo turno di campionato è arrivato un solo punto: «Ibra si è allenato con entusiasmo. Sta bene. Non è pronto per novanta minuti. Starà a me decidere se dargli minuti da subito o a partita iniziata. Per fare novanta minuti gli ci vorrà del tempo, è naturale. È stato preso per far crescere la squadra sotto tanti punti di vista. È al centro del progetto».

Domani la squadra sarà impegnata a Cagliari contro la sesta forza della classifica: «Stanno facendo un ottimo campionato anche se vengono da risultati negativi, noi dobbiamo mettere in campo tutte le nostre energie per fare punti. Ho un rapporto così speciale con Maran che non posso dargli dei vantaggi dicendogli che cosa abbiamo preparato. Quello che so è che, al di là delle considerazioni sulle scelte dei singoli, dobbiamo essere propositivi e giocare con più intensità».

La conferenza stampa a Milanello si è poi spostata sull’analisi dei singoli: «Piatek in vendita? Se potessi, ma credo che tutti gli allenatori lo farebbero, metterei le lancette dell’orologio avanti fino al 30 gennaio – commenta Pioli –. Ma non dobbiamo farci distrarre dal mercato. Siamo troppo concentrati sul presente. Kessie? Non è che quelli che non partono titolari siano fuori dal progetto. Sono tutti dentro al progetto, tutti quelli che sono qui. Kessie, Krunic, Paquetà. Bonaventura in calo? Non dimentichiamoci che viene da un lungo infortunio. Sta lavorando per tornare in condizioni migliori. Ho visto in settimana giocatori attenti e determinati, nonostante le chiacchiere di mercato. Suso? Se deciderò di cambiare le posizioni in campo è perché dobbiamo cercare di diventare più concreti. Abbiamo le caratteristiche per variare sistemi di gioco e una bocciatura momentanea non deve essere un problema per un giocatore intelligente».

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