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Analisi

Milano si ferma, è la notte del derby

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Ore 20.45, il Milan è chiamato a vincere e convincere e interrompere una striscia negativa che, nel derby, dura dal 2016. L’ultima stracittadina vinta nella San Siro nerazzurra risale addirittura al novembre 2010: in gol Zlatan Ibrahimovic, che esultò sotto la Nord su calcio di rigore. Stasera sarà sfida a distanza con Lukaku.

È tempo di derby. La partita più sentita dell’anno è tornata. Mancano poche ore. Sarà la San Siro nerazzurra a ospitare il derby della Madonnina fra Inter e Milan. Una partita importante in un teatro prestigioso, che negli ultimi tempi ha fatto discutere in merito a un suo possibile cambiamento o abbattimento; l’esigenza è quella di allinearsi con i nuovi standard europei e mondiali che prevedono una fan experience sempre più d’impatto e confortevole. Il dibattito è aperto. D’altronde San Siro è la Scala del calcio, uno degli stadi più affascinanti al mondo, teatro del derby dei derby, di quelle notti dove tutto scompare, tutto si azzera. Una notte così, come quella che ci attende, inesorabile punto di svolta o appiattimento della stagione.

Il Milan ci arriva da outsider, i rossoneri devono dimostrare di potersela giocare contro le big. Fase cruciale e delicata: giovedì busserà alla porta anche la Juve. L’Inter si presenta al derby da super favorita, spinta da una classifica che parla da sola (nerazzurri secondi a tre punti dalla vetta) e da un organico tecnicamente superiore rispetto ai cugini. Principale tema della settimana è stata la questione riguardante Zlatan Ibrahimovic. Ibra ha superato l’ultimo test a Milanello questa mattina ed è regolarmente nella lista dei convocati di Pioli: ci sarà e giocherà titolare.

L’attaccante svedese, rimasto fuori col Verona domenica a causa dell’influenza e di un’affaticamento muscolare, guiderà l’attacco rossonero insieme ad Ante Rebic per l’assalto alla porta nerazzurra difesa da Daniele Padelli (Handanovic non ha recuperato dall’infortunio al mignolo della mano sinistra). In difesa ballottaggio tra Mateo Musacchio e Simon Kjaer per un posto al fianco di capitan Romagnoli. L’ex Atalanta è in leggero vantaggio sul collega di reparto.

Sarà una sfida spettacolare ed affascinante al tempo stesso. Le due squadre sanno quanto importante per Milano e i suoi tifosi. Non si gioca per lo scudetto, almeno non il Milan, non si gioca per un obiettivo comune, ma il fascino che questo match porta con sé rimane nonostante il netto divario in classifica: l’Inter comanda con 19 punti di vantaggio sui rivali. Ma il derby è il derby. Stasera tutto scompare, tutto si azzera.

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