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Analisi

Dimissioni sì, dimissioni no: viaggio nella testa di Stefano Pioli

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Tre punti chiave per cui Stefano Pioli dovrebbe dire addio al Milan. Immediatamente.

La bomba l’ha sganciata Tuttosport e se quello che si dice fosse vero, potrebbero essere contate le notti del tecnico parmigiano da allenatore del Milan. Ma Stefano Pioli potrebbe aver davvero pensato alle dimissioni? Proviamo a metterci nei suoi panni.

Stiamo parlando di un allenatore che, arrivato al Milan, ha ricevuto un triste benvenuto da parte dei tifosi con un hashtag entrato subito in tendenza e che di benevolo aveva poco: #PioliOut. Stefano, fra lo scetticismo generale, ha saputo portare avanti in un mare in tempesta una nave alla deriva. È entrato in maniera decisa nello spogliatoio e tra alti e bassi è stato bravo a stabilizzare una situazione a dir poco critica. Troppo spesso oscurato dall’ombra di Zlatan Ibrahimovic, ci ha messo del suo negli ultimi mesi e i risultati della squadra gli hanno dato ragione. Bravo, soprattutto, a trasmettere un gioco a un gruppo fino ad allora privo di idee. Comunque andrà a finire, Stefano Pioli non se l’è cavata poi così male.

Ora, la prima domanda che dovremmo porci è questa: Stefano Pioli può essere il tecnico del Milan anche la prossima stagione? La risposta è “no”. Per quanto fatto in campo e in spogliatoio meriterebbe sicuramente la conferma, ma il Milan deve ripartire da un allenatore più esperto e vincente. Lo sa Gazidis, lo sapeva Boban. Proprio per questo, anche se Zvone fosse rimasto con una carica decisionale nel management, Pioli nella sua testa già sapeva che gli sarebbe servito un miracolo per confermarsi sulla panchina anche la prossima stagione. Tradotto: qualificazione in Champions League. Miracolo che, a meno di eventuali sorprese, non arriverà mai.

Quella che stiamo vivendo non è una novità, i tifosi lo sapevano fin dal suo arrivo a Milano: solo un improbabile quarto posto lo avrebbe salvato dal ruolo di traghettatore. E allora perché questa situazione sta sconvolgendo tutti? Non è stata sbagliata la scelta, sono stati sbagliati i modi. Non è ammissibile che Ivan Gazidis contatti un allenatore a marzo annunciandolo di fatto a stagione in corso, con un allenatore ancora in panchina e un obiettivo in campo ancora da conquistare. E, per giunta, che lo tenga nascosto all’area sportiva.

Ecco tre punti chiave per cui secondo noi Stefano Pioli potrebbe davvero rassegnare le dimissioni. Subito.

Punto primo: un Club come il Milan non può – è inaccettabile – mettere in testa al proprio allenatore la sicurezza di essere esonerato fra meno di tre mesi.

Punto secondo: Pioli è un serio professionista e in carriera l’ha sempre dimostrato, ma com’è normale e umano che sia, voglia, determinazione e grinta potrebbero venire a mancare sapendo che da qui a poco non serviranno più.

Punto terzo: Pioli è stato trattato male della Società, anzi malissimo, come se fosse un incompetente. Non è stato invece giudicato dal board per i risultati e l’umanità dimostrata. Meritava più rispetto.

Immaginiamo come può sentirsi in questi giorni Stefano Pioli, l’uomo e l’allenatore, bravo comunque a mascherare la situazione davanti alle telecamere e tenere la barra a dritta. Bravo a proteggere la propria squadra dal caos esterno che sta prendendo il sopravvento, anche sulle pagine dei giornali. Proprio come era successo per Rino Gattuso e Marco Giampaolo, la Società sta dimostrando poca trasparenza e umanità nella comunicazione col proprio allenatore. Non è questo il nostro Milan, no, non lo è affatto. Stefano Pioli, uomo e tecnico, non se lo meritava proprio.

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