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Zlatan c’è, il Milan no

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Nel silenzio di San Siro vince un Genoa tutto cuore e anima: Il diavolo da Nicola ha tanto da invidiare.

Il Milan di Stefano Pioli è tornato in campo, più di due settimane dopo il contestato pareggio di Firenze e il giorno dopo l’addio ufficiale a Zvone Boban.

Nella desolazione di un San Siro a porte chiuse è il Genoa di Davide Nicola a vincere per 2-1.

I rossoneri avevano necessità assoluta dei tre punti per trovare l’ottavo risultato utile nelle ultime nove partite ma soprattutto per riagguantare il Napoli al sesto posto, in ottica qualificazione alla prossima Europa League, invece cedono di schianto, con il solo Ibra sui suoi livelli. Il grifone dal canto suo trova il quinto risultato utile nelle ultime sei e abbandona il terzultimo posto, unendosi al treno salvezza e agguantando il Lecce. Il Milan era imbattuto da sei sfide di Serie A contro il Genoa.

 Il primo tempo è un perfetto riepilogo di tutti i mali stagionali che hanno afflitto il Diavolo lungo la stagione. Solo che, a differenza di altre partite, i problemi si sono palesati tutti insieme. Ovvero l’attacco che produce ma non riesce a buttarla dentro e la difesa che arriva sempre in ritardo sull’avversario.

Il Genoa, peraltro, ha fatto il suo. Senza strafare, senza far brillare gli occhi e, anzi, concedendo tre o quattro possibilità sanguinose al Milan, però con il merito di restare sempre compatto, con le linee corte e pronto a ripartire. Soprattutto grazie a Sanabria, impeccabile nella gestione di tutti i palloni. Una specie di attaccante-regista, bravissimo a far salire la squadra e tenere in apprensione la zona centro-sinistra rossonera. La debacle del Diavolo ovviamente non si spiega solo nell’imprecisione sottoporta, ma anche nella giornata no di diversi giocatori che solitamente recitano da protagonisti (Theo Hernandez su tutti).
Proprio il terzino si fa facilmente superare da Sanabria che dopo 7 minuti mette in mezzo per Pandev che, da buon ex Inter qual’e, sigla il vantaggio.
Lo svantaggio ha fatto reagire il Diavolo: prima Ibra, tutto solo, ha colpito di testa fra le braccia del portiere rossoblù e poi Calhanoglu gli ha tirato addosso, sempre a tu per tu. Errori che si pagano. E infatti al 41’ cross di Biraschi, Conti non chiude su Schone che prolunga per Cassata (Kessie in ritardo), e raddoppio genoano.

Nella ripresa Il Milan ha provato ad alzare i giri ma si è fatto prendere dalla frenesia al momento di concludere, solo un semplice possesso palla sterile.
La sfida avrebbe potuto cambiare a un quarto d’ora dalla fine, quando Ibra ha messo dentro il due a uno approfittando di una respinta corta di Soumaoro. In quel momento il Milan ha provato a produrre il massimo sforzo, ma senza mai affondare davvero il colpo del pareggio.

Una delle immagini simbolo del momento rossonero, oltre alla pochezza in campo, è la solitudine di Gazidis in tribuna ,segno di un club in enorme difficoltà in un contesto difficilmente descrivibile, perché in questo periodo parlare di calcio non è una cosa semplice.

Copyright © Daily Milan 2019 | Testata giornalistica | Aut. Tribunale di Biella n° 575 del 31 luglio 2012 | Direttore Editoriale: Luca Rosia